Gli aerei che spengono gli incendi

Gabriele Dessena • 9 settembre 2025

Mentre la stagione più calda e soggetta agli incendi boschivi volge al termine, è interessante osservare come l’Italia affronti questa emergenza dall’alto, affidandosi a una flotta specializzata di velivoli ed elicotteri.

I protagonisti principali sono i Canadair CL-415, velivoli anfibi capaci di ammarare su laghi o in mare per rifornirsi d’acqua in pochi secondi. Ogni sgancio consente di riversare migliaia di litri direttamente sulle fiamme, con voli a bassa quota che richiedono grande abilità da parte degli equipaggi. Questi aerei sono diventati un simbolo della lotta agli incendi nel nostro Paese, al punto che spesso basta vederne uno in azione per ridare speranza a chi osserva le fiamme da terra .

La flotta italiana conta quasi una ventina di Canadair, gestiti dai Vigili del Fuoco e dislocati in basi permanenti e stagionali in tutta la penisola. La presenza di punti di partenza distribuiti tra nord, centro e sud permette di ridurre i tempi di risposta e intervenire rapidamente dove si sviluppano i roghi. Dal 2024 la gestione tecnica e logistica è stata affidata ad un’azienda appaltatrice, che assicura manutenzione e supporto operativo, mentre il coordinamento delle missioni rimane in capo al Dipartimento dei Vigili del Fuoco.

Accanto agli aerei, la componente elicotteristica è fondamentale. In Italia sono impiegati diversi modelli, tra cui L’Augusta Bell AB-412 e il Leonardo Helicopters AW-139, spesso equipaggiati con benne sospese sotto la fusoliera. Questi mezzi, pur meno capienti dei Canadair, hanno la possibilità di operare con grande precisione anche in aree montuose o difficili da raggiungere. In casi particolari viene utilizzato anche l’Erickson S-64 Skycrane, un elicottero pesante in grado di trasportare enormi quantità d’acqua e particolarmente utile su incendi di grande estensione.

Nonostante la qualità della flotta e l’esperienza degli equipaggi, emergono alcune criticità: la difficoltà nel reperire piloti altamente specializzati, la burocrazia che rallenta gli interventi e l’aumento della frequenza degli incendi estivi. Come sottolineato da diversi osservatori, servirebbe un rafforzamento del sistema, investendo non solo nei mezzi, ma anche in formazione e prevenzione.

All’estero troviamo soluzioni ancora più imponenti. Negli Stati Uniti è stato usato il 747 Global Supertanker, un Boeing 747 convertito con capacità di sgancio di decine di migliaia di litri di liquido ritardante. Sono mezzi spettacolari e costosi, ma mostrano come la lotta aerea agli incendi possa assumere forme molto diverse a seconda del contesto geografico e delle risorse disponibili.

In sintesi, l’Italia punta su una flotta ben distribuita di Canadair ed elicotteri, strumenti versatili e affidabili che hanno dimostrato di essere indispensabili. Nel resto del mondo, invece, si è scelto di puntare anche su giganti del cielo come i 747. Due approcci diversi per un’unica sfida: spegnere gli incendi boschivi sempre più frequenti e intensi.

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