Un nuovo occhio nello spazio: Sentinel-1D porta l’osservazione della Terra in una nuova era

Lucia Pigliaru • 18 novembre 2025

L’Europa aggiunge un nuovo tassello fondamentale alla sua capacità di osservare il pianeta: Sentinel-1D, il più recente satellite della missione radar Sentinel-1 del programma Copernicus, è stato lanciato con successo il 4 novembre alle 22:02 CET dal Centro spaziale di Kourou, in Guyana Francese, a bordo del lanciatore europeo Ariane 6.

Trentaquattro minuti dopo il decollo il satellite è stato rilasciato correttamente in orbita, e alle 23:22 CET è arrivato il primo segnale a Terra, confermando che Sentinel-1D è attivo e pronto a iniziare le operazioni. Con questo lancio, la costellazione Sentinel-1 è ora completa e potrà garantire continuità alle osservazioni radar europee dei prossimi anni.

Il lancio di Sentinel-1D a bordo del razzo Ariane 6 rappresenta un nuovo importante traguardo anche per il vettore europeo, che con questo terzo volo conferma la sua affidabilità. La missione non solo rafforza la costellazione Sentinel al servizio del programma Copernicus, ma testimonia anche i progressi dell’Europa nel garantire un accesso autonomo e competitivo allo spazio.

Il satellite Sentinel-1D, come gli altri della costellazione, è equipaggiato con un radar ad apertura sintetica (SAR) in banda C, in grado di osservare la superficie terrestre attraverso le nuvole, sia di giorno sia di notte, con una risoluzione fino a 5 metri e una copertura di 400 km. 

Sentinel 1D opererà in orbita bassa, a circa 700 km di altitudine, e avrà una vita operativa di almeno sette anni. Lavorerà in tandem con Sentinel-1C, posizionato sul lato opposto del globo, garantendo una copertura più rapida, continua e affidabile. Una volta pienamente operativo, Sentinel-1D sostituirà Sentinel-1A, attivo da oltre 11 anni.

Tra le novità tecnologiche di Sentinel 1D c’è anche un sistema di deorbiting controllato: al termine della missione, l’antenna radar verrà separata dal corpo del satellite durante il rientro nell’atmosfera, riducendo la produzione di detriti spaziali.

Da oltre un decennio, la missione Sentinel-1 ha rivoluzionato il modo in cui osserviamo la Terra. I dati radar raccolti dai satelliti della costellazione hanno creato un archivio storico unico, utilizzato in migliaia di applicazioni scientifiche e operative. I dati radar raccolti dai satelliti Sentinel-1 offrono strumenti preziosi per studiare e monitorare il nostro pianeta in modi che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili. 


Tra le numerose applicazioni, due casi recenti mostrano chiaramente il potenziale di questa missione.

Il 28 marzo 2025, un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito il centro del Myanmar, causando gravi danni. Grazie alle immagini radar di Sentinel-1, gli scienziati hanno potuto ricostruire con grande precisione gli spostamenti del terreno lungo la faglia di Sagaing. Sentinel-1A aveva acquisito un’immagine della zona il giorno prima del sisma, mentre pochi giorni dopo è intervenuto Sentinel-1C. Combinando le due immagini è stato possibile creare un interferogramma, ossia una mappa che mostra con dettaglio i movimenti del suolo, e una mappa di coerenza, che evidenzia le aree instabili o deformate, distinguendole dalle zone rimaste ferme.


Un altro esempio riguarda l’osservazione dei ghiacciai, in particolare il ghiacciaio Kangerlussuaq in Groenlandia, uno dei più grandi che sfocia nel mare. Sentinel-1 ha permesso di monitorarne il ritiro nel corso dell’estate 2021, combinando tre acquisizioni satellitari. I colori nelle immagini indicano le diverse fasi del ghiaccio: il bianco rappresenta il ghiaccio stabile, il giallo chiaro la neve e il ghiaccio presenti solo all’inizio dell’estate e poi scioltisi, mentre il rosso indica il ghiaccio che è sparito rapidamente. Gli studi mostrano che, a partire dal 2017, il ghiacciaio si ritira più velocemente, contribuendo allo scioglimento complessivo della calotta groenlandese, pari a circa 3,5 trilioni di tonnellate di ghiaccio negli ultimi dieci anni.


Questi esempi mostrano solo alcune delle molteplici applicazioni di Sentinel-1, che spaziano dal monitoraggio di terremoti, alluvioni, frane e incendi, fino allo studio dei movimenti del terreno e al ritiro dei ghiacciai.

Grazie alla sua capacità di osservare la Terra giorno e notte, in qualsiasi condizione meteorologica, Sentinel-1 fornisce dati fondamentali per comprendere i cambiamenti ambientali e per supportare la protezione delle persone e degli ecosistemi. Tutti i dati sono accessibili gratuitamente tramite il Copernicus Data Space Ecosystem, uno strumento prezioso per ricercatori, enti pubblici e aziende.


Sentinel-1D seguirà l’esempio dei suoi predecessori, offrendo informazioni precise sulla stabilità del suolo e delle infrastrutture strategiche, sullo stato delle foreste e sulle conseguenze del cambiamento climatico, dalla perdita di ghiaccio dei ghiacciai all’evoluzione delle calotte polari. In caso di emergenze naturali, i dati radar forniranno supporto immediato alle autorità, mentre il sistema AIS integrato permetterà di monitorare il traffico marittimo e prevenire incidenti.



L’Italia inoltre gioca un ruolo di primo piano nel programma Copernicus. Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) è il prime contractor responsabile della realizzazione di Sentinel-1D per conto dell’ESA. Leonardo ha contribuito fornendo i sistemi di puntamento stellare, le unità di potenza del radar e diversi sensori, e partecipa alla fase operativa della missione attraverso i centri di Roma e Matera, che raccolgono e analizzano i dati del satellite.

Anche il gruppo Telespazio ha un ruolo chiave: Telespazio France ha supportato il lancio e le infrastrutture di terra, mentre Telespazio Germany segue la fase iniziale di messa in servizio (LEOP). Il Centro Spaziale di Matera, gestito da e-GEOS, riceverà e processerà i dati, svolgendo un ruolo essenziale nel Core Ground Segment dell’ESA.


Con Sentinel-1D in orbita, l’Europa rafforza la sua leadership nell’osservazione radar della Terra e si prepara alla seconda generazione di satelliti Sentinel, già in fase di sviluppo. Una nuova era di dati più precisi, tempestivi e completi sta iniziando al servizio dell’ambiente, della sicurezza e della scienza.


Condividi

Autore: Lorenzo Esposito 20 febbraio 2026
Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .
Autore: Daniela Giannoccaro 18 febbraio 2026
“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.
Autore: Elisa Goffo 12 febbraio 2026
La corona solar e è la parte più esterna dell'atmosfera del Sole ed è anche una delle regioni più affascinanti e misteriose della nostra stella. Infatti la corona presenta condizioni fisiche estreme che ancora oggi non sono completamente comprese.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 10 febbraio 2026
Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.
Autore: Lucia Pigliaru 3 febbraio 2026
La missione εpsilon rappresenta un importante traguardo per l’Europa nello spazio. Non è semplicemente un volo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma il simbolo di come ogni contributo, possa avere un grande impatto in un progetto globale come l’esplorazione spaziale.
Autore: Lucia Pigliaru 30 gennaio 2026
La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 27 gennaio 2026
La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.
Autore: Gabriele Dessena 22 gennaio 2026
Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.
Autore: Giovanni Garofalo 20 gennaio 2026
La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un progetto di difesa planetaria che andrà ad esplorare in dettaglio un sistema di asteroidi binari, composto da un asteroide principale (65803 Didymos) e da un suo piccolo satellite naturale (Deimos). La particolarità di Hera è che non è un solo veicolo spaziale: al suo interno ospita due CubeSat, piccoli satelliti che saranno rilasciati e faranno esperimenti ravvicinati sulla superficie degli asteroidi (previsto per fine 2026). Studierà gli effetti dell'impatto della sonda statunitense DART contro il satellite Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022: misurerà la variazione dell'orbita causata dall'impatto e le dimensioni del cratere e della nuvola di detriti che si sono creati.
Autore: Simone Semeraro 15 gennaio 2026
L’Agenzia Spaziale Italiana ha lanciato terzo satellite di COSMO-SkyMed (“constellation of small satellites for mediterranean basin observation”, tradotto “costellazione di piccoli satelliti per l’osservazione del bacino mediterraneo”), il primo satellite dell’anno. Si tratta della seconda generazione dell’omonima costellazione (abbreviata CSK), costituita da quattro satelliti lanciati nel 2007, 2008 e 2010, la prima dedicata al telerilevamento a scopo duale , sia militare che civile.
Show More