Terrore ad altissima quota

Simone Semeraro • 25 settembre 2025

Da quando Sputnik raggiunse l’orbita terrestre, lo spazio si è via via riempito di satelliti. Non tutti hanno il privilegio di ritornare sulla Terra. Molti di essi, o meglio, molte parti di essi, sono destinati a vagare nello spazio per decenni. Questi oggetti di modeste dimensioni sono come dei proiettili, pronti a danneggiare qualunque oggetto si trovi sulle loro traiettorie. Due eventi storici hanno aumentato in maniera significativa il numero dei detriti spaziali: il test missilistico cinese del 2007 e lo scontro tra Iridium 33 e Kosmos 2251.

L’11 gennaio 2007 la Cina testa il suo sistema missilistico antisatellite. Il missile balistico, lanciato dal centro spaziale Xichang, aveva nel mirino il satellite meteorologico Fengyun-1C che viaggiava all’altitudine di circa 85 km. Alle ore 22:28 UTC (23:28 ora italiana), il satellite prossimo al fine missione fu intercettato con successo. Oltre a dimostrare la capacità missilistica della Cina, il test accese grossi dibattiti sia in ambito di sicurezza nazionale, con gli Stati Uniti che risposero con un proprio test missilistico poco più di un anno dopo, che di mitigazione dei rischi. Questo perché’ l’evento creò la più grande nuvola di detriti della storia; oltre 3000 residui dalle dimensioni tracciabili e decine di migliaia di altri più piccoli, secondo alcune stime. 11 anni dopo, solo 600 dei detriti tracciabili sono rientrati sulla Terra. Nel novembre 2021 la Stazione Spaziale Internazionale ha dovuto effettuare una manovra per evadere alcuni dei detriti dell’ex FY-1C.

Il 10 febbraio 2009, il satellite di telecomunicazioni americano Iridium 33 ed il defunto satellite militare russo Kosmos 2251 si scontrarono sopra i cieli della Siberia. Le 15:02 UTC (16:28 italiane) marcano il primo scontro diretto tra due satelliti della storia. A posteriori, l’incontro sembrava quasi scritto, siccome i due satelliti si trovavano a distanza ravvicinata molte volte al giorno. Eppure, fu quasi inevitabile a causa di mancanza di comunicazione tra i due colossi globali, inadeguatezza dei sistemi di tracciamento e dei modelli predittivi, oltre al fatto che il Kosmos era ormai inoperativo e senza propellente. Secondo la predizione del sistema SOCRATES (Satellite Orbital Conjunction Reports Assessing Threatening Encounters in Space) di COMPSOC, i satelliti avrebbero dovuto mancarsi di poco più di 500 metri. Altre stime, allora ritenute più accurate, li ponevano ad una distanza superiore ai 600 metri. Con il passare dei mesi, oltre 2000 detriti furono attribuiti ai due satelliti post-scontro. Nel 2024, più di 1000 detriti combinati si trovavano ancora in orbita.

In meno di un secolo già 650 eventi hanno causato la creazione di detriti, stima l’ESA. Anche la tecnologia di rilevamento è migliorata. Ma i satelliti hanno ancora poca autonomia e la collaborazione tra enti può essere scarsa. Inoltre, il progresso tecnologico ha anche aumentato in maniera significativa il numero di lanci, superando le aspettative passate. Finalmente, negli ultimi anni, si sta tenendo in considerazione l’impatto causato dai rifiuti spaziali, con risorse devolute a missioni dedicate interamente a forzare il rientro dei fastidiosi detriti che minacciano di bloccare l’accesso allo spazio.

Condividi

Autore: Elisa Goffo 20 maggio 2026
Le tempeste su Giove sono tra i fenomeni atmosferici più spettacolari dell'intero Sistema Solare. Sono costituite da enormi sistemi dinamici che possono durare anni, decenni o addirittura secoli. Lo studio di queste strutture ci aiuta a comprendere non solo Giove, ma anche il meteo sulla Terra.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 12 maggio 2026
La NASA e l’agenzia spaziale russa Roscosmos stanno ultimando i preparativi per il lancio della missione Soyuz MS-29. La missione, della durata di circa otto mesi, è prevista per il 14 luglio e raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale dove verrà effettuato uno scambio di equipaggio con la missione precedente. Il lancio avverrà dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan a bordo di una navicella Soyuz.
Autore: Liliana Balotti 5 maggio 2026
La costellazione italiana per l’osservazione della Terra IRIDE si arricchisce di nuovi elementi: sono stati messi in orbita altri sette satelliti della componente HEO (Hawk for Earth Observation) , rafforzando una delle infrastrutture spaziali più avanzate sviluppate in Europa. Il lancio è avvenuto il 3 maggio 2026 dalla base di Vandenberg Space Force Base, in California, nell’ambito della missione CAS500-2, a bordo di un razzo Falcon 9. I satelliti sono stati inseriti in orbita eliosincrona, una particolare orbita terrestre bassa che consente condizioni di illuminazione costanti, ideale per le attività di osservazione della Terra.
Autore: Giovanni Garofalo 30 aprile 2026
Gli impatti di comete e asteroidi rappresentano un rischio naturale continuo per la Terra. Sebbene la maggior parte dei corpi extraterrestri venga distrutta durante l’ingresso atmosferico, oggetti di dimensioni maggiori possono raggiungere la superficie e produrre effetti distruttivi su scala locale, regionale o globale.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 28 aprile 2026
La NASA ha annunciato i membri della missione Crew-13 che volerà verso la Stazione Spaziale Internazionale; il lancio è previsto per non prima di metà settembre a bordo di una navetta Crew Dragon di SpaceX. Questo volo rappresenta la tredicesima rotazione dell’equipaggio con SpaceX verso la stazione spaziale, nell’ambito del Programma Commercial Crew della NASA. La data di lancio della Crew-13 è stata anticipata da novembre a settembre per contribuire ad aumentare la frequenza delle missioni di rotazione degli equipaggi statunitensi verso la stazione spaziale.
Autore: Simone Semeraro 24 aprile 2026
NASA ha annunciato di aver selezionato il Falcon Heavy di SpaceX per lanciare il rover “Rosalind Franklin” di ESA , parte del programma ExoMars . Originariamente programmato per il lancio nel 2020, la pandemia causò un ritardo di due anni per garantire l’elevata qualità tecnica richiesta da una tale missione, poi posticipato nuovamente a fine 2028 per ovviare la necessità di rimpiazzare la Roscosmos in seguito alla terminazione delle relazioni con la Russia.
Autore: Gabriele Dessena 22 aprile 2026
Vi siete mai trovati a bordo di un aereo, cinture allacciate, borse in cappelliera, e all’improvviso il comandante annuncia che il volo non può partire perché l’aereo è troppo pesante ? È esattamente quello che è accaduto l'11 aprile 2025 a Southend (il quinto aeroporto di Londra), in Inghilterra. Il volo easyJet EJU7008, diretto a Malaga, era già carico e pronto al decollo quando i calcoli di sicurezza pre-volo hanno rivelato un problema: il vento, orientato a circa 50° rispetto all'asse della pista, non offriva praticamente nessun vantaggio di vento frontale. Su una pista già relativamente corta come quella di Southend, appena 1.856 metri, quella combinazione era sufficiente a rendere il decollo fuori dai limiti di sicurezza . La soluzione è stata semplice nella forma ma scomoda nella sostanza: fare scendere cinque passeggeri volontari, alleggerendo l'aereo di quasi 600 kg, quel tanto che bastava per tornare entro i limiti operativi e decollare in sicurezza. Un caso isolato? Tutt’altro. Un episodio analogo si è verificato nell’aprile 2025, quando cinque passeggeri hanno dovuto abbandonare volontariamente un volo easyJet in partenza da Southend verso Malaga per le stesse ragioni: peso eccessivo rispetto alle condizioni operative della pista. E basta guardare a Firenze per capire che certi aeroporti mettono le compagnie aeree di fronte a sfide quotidiane di peso e bilanciamento. L’aeroporto di Firenze ha una pista di soli 5.118 piedi (circa 1.560 m) e le restrizioni operative ne fanno uno degli scali più difficili d’Europa . Quando nel 2023 British Airways ha lanciato un collegamento giornaliero tra Londra Heathrow e Firenze con un Airbus A320neo, i problemi non hanno tardato ad arrivare: per un’intera settimana il volo non ha operato come programmato nemmeno una volta, con diversioni sistematiche su Pisa, cancellazioni e passeggeri instradati in autobus. Il motivo, in tutti questi casi, è sempre lo stesso. Ma come funziona davvero questa “matematica del peso”?
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 13 aprile 2026
Dopo il successo della missione Artemis II, che ha confermato l’affidabilità dello Space Launch System (SLS) e della capsula Orion, la NASA guarda ora alle prossime fasi del programma Artemis, uno dei progetti più ambiziosi dell’esplorazione spaziale contemporanea.
Autore: Lorenzo Espostio 10 aprile 2026
Quando immagini lo spazio, probabilmente pensi a un astronauta che fluttua in orbita o cammina sulla superficie lunare. Ma quello è solo la punta dell’iceberg. Dietro ogni missione ci sono migliaia di professionisti che non indosseranno mai una tuta spaziale, ma senza i quali nessuna missione potrebbe partire. Lo spazio è un sistema complesso che unisce, per nominarne alcune, scienza, tecnologia, diritto, economia e medicina. Non è un mondo per pochi. È un mondo che vive di interdisciplinarità. Il resto dell’articolo introduce alcune delle possibili carriere che è possibile intraprendere per chi sogna le stelle.
Autore: Daniela Giannoccaro 7 aprile 2026
L’uso degli smartphone tra i bambini è in forte crescita e solleva una questione centrale: possono supportare l’apprendimento o ostacolarlo? La ricerca suggerisce che non è lo strumento a fare la differenza, ma il modo in cui viene utilizzato.
Show More