PLATO – Il cacciatore di esopianeti della European Space Agency

Tiziana Cardone • 4 novembre 2025
La missione PLATO (acronimo di PLAnetary Transits and Oscillations of stars) della ESA rappresenta un salto importante nella ricerca di esopianeti: piccoli pianeti rocciosi simili alla Terra, che orbitano attorno a stelle simili al Sole, con un occhio privilegiato verso la cosiddetta “zona abitabile”.

Obiettivi scientifici

PLATO punta a rispondere a domande fondamentali:

  • Esistono pianeti terrestri attorno a stelle come il nostro Sole?
  • Quali sono le loro proprietà (raggio, massa, densità) e l’età della stella ospite?
  • Come evolvono i sistemi planetari e quanto è “speciale” il nostro Sistema Solare?

Per raggiungere questi obiettivi, PLATO combinerà due tecniche chiave:

  • Il metodo del transito, ossia osservare il leggero calo di luce di una stella quando un pianeta le passa davanti;
  • L’asterosismologia: studiare le oscillazioni delle stelle per caratterizzarne età, massa e struttura interna.


Caratteristiche tecniche

Alcuni elementi distintivi della missione:

  • PLATO è dotato di 26 telecamere: un approccio multi-telescopio anziché un singolo grande specchio.
  • Osservazione di oltre 200.000 stelle durante la missione nominale.
  • Lancio previsto entro la fine del 2026 con un razzo Ariane 6 dal cosmodromo europeo della Guiana Francese.
  • Orbita: intorno al punto di Lagrange Terra-Sole L2, un luogo stabile a circa 1,5 milioni di km dalla Terra. 

Stato attuale e prossimi passi

Recentemente la ESA ha annunciato che la navicella è ormai completata e pronta per la fase finale di test. Alcuni punti salienti:

  • L’integrazione delle telecamere, del modulo di servizio e dello scudo termico è stata portata a termine.
  • Nei prossimi mesi sono previsti test ambientali severi (vibrazioni, vuoto, temperatura) per simulare le condizioni del lancio e dello spazio profondo.
  • Se tutto procederà come previsto, PLATO sarà lanciato verso la fine del 2026 e comincerà operazioni scientifiche a partire dal 2027. 

Perché è una missione importante

  • PLATO estende la ricerca verso pianeti rocciosi nella “zona abitabile” : quei pianeti che potrebbero avere acqua liquida e potenzialmente condizioni favorevoli alla vita.
  • Grazie al target di stelle brillanti e vicine, sarà più facile ottenere misure precise di massa e raggio del pianeta, e della stella ospite — un grande vantaggio rispetto ad altre missioni precedenti.
  • Creerà un catalogo di pianeti ben caratterizzati su cui future missioni (anche terrestri o spaziali) potranno basarsi per approfondimenti.


Impatto per l’Italia

Anche l’Italia gioca un ruolo rilevante nella missione: contributi scientifici e tecnologici italiani sono coinvolti nell’assemblaggio degli strumenti, e l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) partecipa attivamente alla preparazione dei dati e alla futura analisi dei risultati. Per il pubblico e la comunità scientifica italiana, PLATO offre quindi un’opportunità concreta: seguire scoperte di nuovi mondi e contribuire alla frontiera della scienza spaziale.

Conclusione

PLATO rappresenta uno degli strumenti più promettenti per cercare risposte a domande che da sempre affascinano l’umanità: «Siamo soli?» e «Quanto è comune un pianeta come la Terra nell’Universo?». La campagna di test finali è un passo cruciale prima del lancio, e nei prossimi anni sarà emozionante seguire ciò che questo “occhio spaziale” scoprirà.

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