HERA - La prima missione dell’ESA per la difesa planetaria

Liliana Balotti • 16 ottobre 2024

Il 07 Ottobre 2024 alle ore 16:52 italiane da Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti, è stato lanciato il veicolo spaziale Hera a bordo di un Falcon 9 della SpaceX.

Hera è una missione di difesa planetaria dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il cui scopo è quello di indagare il sistema di asteroidi binario Didymos che si trova ad 11 milioni di chilometri dalla Terra. Il sistema binario è composto dall' asteroide Didymos e dal suo satellite Dimorphos, individuato nel 2003,  distanti tra loro circa 1,18 km con dimensioni approssimative di 750 metri e 170 metri rispettivamente.

L’Agenzia Spaziale Europea è stata pioniera nello studio delle missioni spaziali dedicate alla sperimentazione di deviazione della traiettoria degli asteroidi. Nel 2002 a seguito della creazione del progetto Near-Earth Object Mission Advisory Panel (NEOMAP), con 6 studi concettuali, si ponevano le basi del concept Don Quijote, che prevedeva due veicoli spaziali: uno che avrebbe dovuto impattare un asteroide per defletterlo e un’altra sonda che invece avrebbe avuto la funzione di orbiter per raccogliere i dati e studiare i risultati avuti dall’impatto con l’asteroide.

Nonostante questo progetto non sia mai stato realizzato, l’ESA e la NASA hanno sviluppato due missioni, Hera e DART, che si ispirano a questo modello.

Lo scopo della missione congiunta era quello di fare impattare una sonda contro la luna più piccola del sistema binario Didymos, ovvero Dimorphos, per modificarne l’orbita in scala misurabile e poi lanciare una seconda sonda che avrebbe raggiunto il sistema binario e avrebbe raccolto dati, anche delle proprietà interne del satellite, e studiato la cinetica dell’impatto.


La missione della NASA, DART (Double Asteroid Redirection Test), è stata lanciata il 24 Novembre 2021 a bordo, anch’essa di un Falcon 9 della SpaceX e il 26 Settembre 2022 ha raggiunto il sistema binario Didymos, andando a scontrarsi con Dimorphos. La sonda era equipaggiata anche di un’eccellenza italiana sviluppata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ovvero LICIACube (Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids) sviluppato dalla compagnia aerospaziale Argotec. LICIACube è dotato di due telecamere

• LEIA (LICIACube Explorer Imaging for Asteroid), una camera pancromatica a campo stretto che acquisirà immagini da grande distanza con un alto livello di definizione spaziale

• LUKE (LICIACube Unit Key Explorer), una camera RGB a campo largo, per un’analisi multicolore dell’ambiente asteroidale il cui scopo era quello di fotografare il cratere che si sarebbe formato dall’impatto e raccogliere dati sulla nube di polvere creata.

Il LICIACube è stato rilasciato rilasciato prima dell’impatto.

L’impatto della sonda con Dimorphos è avvenuto con successo il 26 settembre 2022. Dalle previsioni gli scienziati si aspettavano un cambiamento di una decina di minuti del periodo orbitale di Dimorphos, tuttavia la variazione è stata più significativa, con una diminuzione del periodo orbitale di ben 32 minuti circa.


Hera entrerà in orbita attorno al sistema binario nel 2026 non prima di aver sfruttato nel 2025 la fionda gravitazionale di Marte.


Hera proseguirà la missione DART della NASA, verificando quali sono state le conseguenze dell'impatto di quest'ultima con Dimorphos.

All'arrivo nel sistema binario, Hera rilascerà i due mini-satelliti Milani e Juventas. Il primo analizzerà la composizione mineraria di Dimorphos e delle polveri rilasciate dall'impatto con la sonda DART. Il secondo effettuerà invece la prima indagine radar sotterranea di un asteroide.

Concludendo, Hera fornirà informazioni estremamente importanti per le future missioni spaziali per la difesa planetaria, aumentando le nostre competenze circa la deflessione degli asteroidi e sulla geofisica degli asteroidi nonché sulla comprensione della formazione del sistema solare e dei suoi processi evolutivi.

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