Vega C: missioni per la Terra
Marilisa Pischedda • 30 novembre 2022

Contratto con la Commissione Europea per 5 lanci del vettore Vega C, per il posizionamento in orbita bassa dei satelliti Copernicus, la costellazione per l’osservazione della Terra, previsti tra il 2024 e il 2026.
Finalità dei satelliti: monitoraggio
accurato delle temperature della superficie terrestre e degli oceani, della qualità dell’aria, miglioramento
della stima delle emissioni di anidride carbonica e di altri agenti inquinanti a livello globale al fine di supportare il raggiungimento degli obiettivi
globali di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni.
Grazie a questo contratto, Vega C raggiungerà 13 voli, a cui si sommano 2 lanci del Vega, per un totale di 15 voli, dimostrando così la capacità di accesso autonomo allo spazio dell’Europa. La performance del Vega C è talmente elevata che, assieme alla versatilità a basso costo che lo caratterizza, rendono questo lanciatore la miglior soluzione per il lancio di satelliti per l’osservazione della Terra in orbita bassa.
Al programma Vega C partecipano 12 Stati membri dell'Agenzia. L’italiana Avio Spa
è il capocommessa industriale sia per il veicolo di lancio sia per l'infrastruttura di interfaccia a terra. Di fatto Avio consegna il lanciatore finito ad Arianespace, che lo vende, definisce i requisiti delle missioni, ne convalida l'idoneità al volo e lo gestisce dallo spazioporto europeo della Guyana francese.
Allo stato dell’arte Vega C è l’unico lanciatore europeo qualificato per le missioni istituzionali della costellazione Copernicus dell’Unione Europea.
Il primo volo commerciale
di Vega C è programmato per il 20 dicembre, proprio per il lancio della costellazione Copernicus con la missione VC02. Ricordiamo che Vega aveva già lanciato in orbita il satellite Sentinel 2-A nel giugno 2015 e il Sentinel 2-B nel marzo 2017.
Il Vega C rappresenta l’evoluzione del Vega, con quasi 35 m di altezza
e con una capacità di portare fino a 2200 kg di carico in bassa orbita terrestre, contro i 1500 kg del Vega. La versatilità del nuovo lanciatore consente di portare satelliti di varie forme e dimensioni, con il grande risultato sul mercato di poter coprire fino al 90% delle richieste commerciali, contro il 50% del Vega.
Credits: AVIO, ESA
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La NASA e l’agenzia spaziale russa Roscosmos stanno ultimando i preparativi per il lancio della missione Soyuz MS-29. La missione, della durata di circa otto mesi, è prevista per il 14 luglio e raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale dove verrà effettuato uno scambio di equipaggio con la missione precedente. Il lancio avverrà dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan a bordo di una navicella Soyuz.

La costellazione italiana per l’osservazione della Terra IRIDE si arricchisce di nuovi elementi: sono stati messi in orbita altri sette satelliti della componente HEO (Hawk for Earth Observation) , rafforzando una delle infrastrutture spaziali più avanzate sviluppate in Europa. Il lancio è avvenuto il 3 maggio 2026 dalla base di Vandenberg Space Force Base, in California, nell’ambito della missione CAS500-2, a bordo di un razzo Falcon 9. I satelliti sono stati inseriti in orbita eliosincrona, una particolare orbita terrestre bassa che consente condizioni di illuminazione costanti, ideale per le attività di osservazione della Terra.

Gli impatti di comete e asteroidi rappresentano un rischio naturale continuo per la Terra. Sebbene la maggior parte dei corpi extraterrestri venga distrutta durante l’ingresso atmosferico, oggetti di dimensioni maggiori possono raggiungere la superficie e produrre effetti distruttivi su scala locale, regionale o globale.

La NASA ha annunciato i membri della missione Crew-13 che volerà verso la Stazione Spaziale Internazionale; il lancio è previsto per non prima di metà settembre a bordo di una navetta Crew Dragon di SpaceX. Questo volo rappresenta la tredicesima rotazione dell’equipaggio con SpaceX verso la stazione spaziale, nell’ambito del Programma Commercial Crew della NASA. La data di lancio della Crew-13 è stata anticipata da novembre a settembre per contribuire ad aumentare la frequenza delle missioni di rotazione degli equipaggi statunitensi verso la stazione spaziale.

NASA ha annunciato di aver selezionato il Falcon Heavy di SpaceX per lanciare il rover “Rosalind Franklin” di ESA , parte del programma ExoMars . Originariamente programmato per il lancio nel 2020, la pandemia causò un ritardo di due anni per garantire l’elevata qualità tecnica richiesta da una tale missione, poi posticipato nuovamente a fine 2028 per ovviare la necessità di rimpiazzare la Roscosmos in seguito alla terminazione delle relazioni con la Russia.

Vi siete mai trovati a bordo di un aereo, cinture allacciate, borse in cappelliera, e all’improvviso il comandante annuncia che il volo non può partire perché l’aereo è troppo pesante ? È esattamente quello che è accaduto l'11 aprile 2025 a Southend (il quinto aeroporto di Londra), in Inghilterra. Il volo easyJet EJU7008, diretto a Malaga, era già carico e pronto al decollo quando i calcoli di sicurezza pre-volo hanno rivelato un problema: il vento, orientato a circa 50° rispetto all'asse della pista, non offriva praticamente nessun vantaggio di vento frontale. Su una pista già relativamente corta come quella di Southend, appena 1.856 metri, quella combinazione era sufficiente a rendere il decollo fuori dai limiti di sicurezza . La soluzione è stata semplice nella forma ma scomoda nella sostanza: fare scendere cinque passeggeri volontari, alleggerendo l'aereo di quasi 600 kg, quel tanto che bastava per tornare entro i limiti operativi e decollare in sicurezza. Un caso isolato? Tutt’altro. Un episodio analogo si è verificato nell’aprile 2025, quando cinque passeggeri hanno dovuto abbandonare volontariamente un volo easyJet in partenza da Southend verso Malaga per le stesse ragioni: peso eccessivo rispetto alle condizioni operative della pista. E basta guardare a Firenze per capire che certi aeroporti mettono le compagnie aeree di fronte a sfide quotidiane di peso e bilanciamento. L’aeroporto di Firenze ha una pista di soli 5.118 piedi (circa 1.560 m) e le restrizioni operative ne fanno uno degli scali più difficili d’Europa . Quando nel 2023 British Airways ha lanciato un collegamento giornaliero tra Londra Heathrow e Firenze con un Airbus A320neo, i problemi non hanno tardato ad arrivare: per un’intera settimana il volo non ha operato come programmato nemmeno una volta, con diversioni sistematiche su Pisa, cancellazioni e passeggeri instradati in autobus. Il motivo, in tutti questi casi, è sempre lo stesso. Ma come funziona davvero questa “matematica del peso”?

Quando immagini lo spazio, probabilmente pensi a un astronauta che fluttua in orbita o cammina sulla superficie lunare. Ma quello è solo la punta dell’iceberg. Dietro ogni missione ci sono migliaia di professionisti che non indosseranno mai una tuta spaziale, ma senza i quali nessuna missione potrebbe partire. Lo spazio è un sistema complesso che unisce, per nominarne alcune, scienza, tecnologia, diritto, economia e medicina. Non è un mondo per pochi. È un mondo che vive di interdisciplinarità. Il resto dell’articolo introduce alcune delle possibili carriere che è possibile intraprendere per chi sogna le stelle.




