Alla conquista europea del pianeta rosso

Simone Semeraro • 24 aprile 2026

NASA ha annunciato di aver selezionato il Falcon Heavy di SpaceX per lanciare il rover “Rosalind Franklin” di ESA, parte del programma ExoMars. Originariamente programmato per il lancio nel 2020, la pandemia causò un ritardo di due anni per garantire l’elevata qualità tecnica richiesta da una tale missione, poi posticipato nuovamente a fine 2028 per ovviare la necessità di rimpiazzare la Roscosmos in seguito alla terminazione delle relazioni con la Russia.



La proposta di un contributo europeo alle missioni di esplorazione del pianeta rosso nasce in grembo al programma Aurora del 2001. L’interesse per le missioni marziane si impennò per merito del successo dei rover gemelli americani Spirit e Opportunity; nel 2009, si iniziò a discutere di un possibile lancio insieme al MAX-C di NASA, la cui missione era programmata per il 2018, a bordo dello storico Atlas V.

Sfortunatamente, la missione fu cancellata a soli due anni da quei piani, quindi ESA siglò un patto con Roscosmos nel 2013, la quale si impegnò a mettere a disposizione due dei suoi razzi Proton per le missioni ExoMars.



La prima, composta dal “Trace Gas Orbiter (TGO)” e dal lander “Schiaparelli”, fu lanciata nel 2016 dal cosmodromo di Baikonur ed aveva lo scopo di testare la tecnologia di arrivo sul suolo marziano (in gergo Entry, Descent, and Landing,in breve EDL). Nonostante l’esplosione dello stadio superiore Britz-M, sia il TGO che il lander, anche noto come “Entry, Descent, and Landing Demonstrator Module (EDM)” riuscirono a proseguire la marcia verso Marte. Dopo 7 mesi di viaggio, la coppia arrivò a destinazione, l’EDM si separò dal TGO ed iniziò la sua discesa, la fase più delicata di tutta la missione; dopo il corretto dispiegamento dei paracaduti, lo Schiaparelli ebbe un anomalia che causò il distacco prematuro degli stessi, causandone l’ammartaggio fatale a pochi chilometri dal luogo previsto.

I dati di traiettoria furono ottenuti grazie al Mars Reconnaissance Orbiter di NASA, ancora attivo oggi. Intanto il TGO continuò fino al 2022 ad orbitare intorno a Marte.



La seconda missione del contratto era proprio la nostra Rosalind Franklin, ormai assemblata da Airbus e pronta al lancio dal 2022. Il suo scopo sarà quello di estrarre campioni a due metri sotto la superficie marziana, in luoghi ad alto potenziale di presenza di materiale organico, con la speranza di conoscere informazioni preziose sull’origine della vita.


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Autore: Gabriele Dessena 22 aprile 2026
Vi siete mai trovati a bordo di un aereo, cinture allacciate, borse in cappelliera, e all’improvviso il comandante annuncia che il volo non può partire perché l’aereo è troppo pesante ? È esattamente quello che è accaduto l'11 aprile 2025 a Southend (il quinto aeroporto di Londra), in Inghilterra. Il volo easyJet EJU7008, diretto a Malaga, era già carico e pronto al decollo quando i calcoli di sicurezza pre-volo hanno rivelato un problema: il vento, orientato a circa 50° rispetto all'asse della pista, non offriva praticamente nessun vantaggio di vento frontale. Su una pista già relativamente corta come quella di Southend, appena 1.856 metri, quella combinazione era sufficiente a rendere il decollo fuori dai limiti di sicurezza . La soluzione è stata semplice nella forma ma scomoda nella sostanza: fare scendere cinque passeggeri volontari, alleggerendo l'aereo di quasi 600 kg, quel tanto che bastava per tornare entro i limiti operativi e decollare in sicurezza. Un caso isolato? Tutt’altro. Un episodio analogo si è verificato nell’aprile 2025, quando cinque passeggeri hanno dovuto abbandonare volontariamente un volo easyJet in partenza da Southend verso Malaga per le stesse ragioni: peso eccessivo rispetto alle condizioni operative della pista. E basta guardare a Firenze per capire che certi aeroporti mettono le compagnie aeree di fronte a sfide quotidiane di peso e bilanciamento. L’aeroporto di Firenze ha una pista di soli 5.118 piedi (circa 1.560 m) e le restrizioni operative ne fanno uno degli scali più difficili d’Europa . Quando nel 2023 British Airways ha lanciato un collegamento giornaliero tra Londra Heathrow e Firenze con un Airbus A320neo, i problemi non hanno tardato ad arrivare: per un’intera settimana il volo non ha operato come programmato nemmeno una volta, con diversioni sistematiche su Pisa, cancellazioni e passeggeri instradati in autobus. Il motivo, in tutti questi casi, è sempre lo stesso. Ma come funziona davvero questa “matematica del peso”?
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