Rocket Lab x ESA

AstroBenny (Benedetta Facini) • 10 marzo 2026

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la Rocket Lab si stanno preparando a compiere un passo importante verso il futuro della navigazione satellitare con il lancio di una coppia di satelliti sperimentali destinati ad aprire una nuova fase nello sviluppo dei sistemi di posizionamento globale.

La missione, denominata Celeste, rappresenta uno dei progetti più innovativi dell’ESA nel campo dei servizi di navigazione. L’iniziativa prenderà ufficialmente il via con il lancio dei primi due satelliti dimostrativi, progettati per testare tecnologie che potrebbero dare origine a una nuova generazione di sistemi di posizionamento basati su satelliti in orbita bassa terrestre.

Il lancio della missione, battezzato “Daughter of the Stars”, è previsto per il 24 marzo dal complesso di lancio situato nella penisola di Māhia, in Nuova Zelanda.

A portare in orbita i satelliti sarà il razzo Electron, sviluppato e operato da Rocket Lab, una società specializzata in lanci di piccoli satelliti.



Durante questa missione verranno dispiegati due satelliti sperimentali di tipo CubeSat, denominati IOD-1 e IOD-2 (In-Orbit Demonstrator). Si tratta di piattaforme compatte progettate per svolgere una serie di test direttamente nello spazio. I due satelliti resteranno operativi per circa sei mesi, periodo durante il quale avranno il compito di verificare diversi aspetti fondamentali del sistema: la trasmissione dei dati, l’emissione di nuovi segnali di navigazione e la capacità di determinare autonomamente la propria orbita senza il continuo supporto da Terra.



La missione spaziale Celeste

Il progetto Celeste rappresenta il primo tentativo europeo di sperimentare un sistema di navigazione satellitare basato su satelliti in orbita bassa terrestre (LEO). L’idea alla base del programma è quella di affiancare ai tradizionali satelliti di navigazione una nuova costellazione che operi molto più vicino alla superficie del pianeta.



I satelliti del sistema Galileo orbitano infatti a circa 23.000 chilometri di altitudine, mentre i satelliti della missione Celeste voleranno a circa 510 chilometri sopra la superficie terrestre. Questa differenza di quota non è soltanto tecnica, ma comporta importanti vantaggi operativi.

L’integrazione di una flotta di satelliti in orbita bassa offrirà tre benefici principali:

  • Segnali più forti e resistenti alle interferenze, grazie alla minore distanza tra satellite e ricevitore.
  • Maggiore copertura in ambienti difficili, come centri urbani molto densi, aree con vegetazione fitta o perfino spazi interni dove i segnali tradizionali arrivano con difficoltà.
  • Posizionamento più rapido, perché i satelliti LEO si muovono molto più velocemente rispetto alla superficie terrestre, permettendo ai ricevitori di calcolare la posizione con maggiore rapidità.

L’obiettivo di Celeste non è sostituire, ma complementare il sistema Galileo. Il concetto alla base del progetto è quello di creare un sistema di navigazione “multistrato”, in cui satelliti collocati su diverse orbite collaborino tra loro per offrire servizi più accurati e affidabili.



Il programma prevede inizialmente lo sviluppo di una costellazione di circa undici satelliti, che potrebbe essere ampliata negli anni successivi. In particolare, sono allo studio altri otto satelliti più avanzati, il cui lancio potrebbe avvenire a partire dal 2027, qualora la fase dimostrativa confermasse le prestazioni attese.

Se la missione dimostrativa avrà successo, Celeste diventerà il primo passo verso una nuova generazione di sistemi di navigazione satellitare. Questi sistemi sono in grado di integrarsi con le infrastrutture esistenti, migliorando la precisione e l’affidabilità del posizionamento e rendendo i servizi di navigazione sempre più disponibili, sicuri e performanti in qualsiasi parte del pianeta.


Rocket Lab

Rocket Lab è un’azienda aerospaziale statunitense/neozelandese fondata nel 2006.

È famosa per il razzo Electron, un vettore leggero e innovativo  che può decollare sia dalla Nuova Zelanda che dagli Stati Uniti, offrendo accesso economico e rapido allo spazio per missioni scientifiche, commerciali e governative.

L’azienda sta inoltre sviluppando Neutron, un razzo di classe media riutilizzabile, pensato per carichi più pesanti e missioni ancora più ambiziose, come il trasporto di satelliti di grandi dimensioni.

Rocket Lab si distingue per l’uso di tecnologie avanzate, come la produzione in carbonio composito e la possibilità di recuperare e riutilizzare parte del razzo.


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