Costellazione IRIDE: in orbita altri 7 satelliti

Liliana Balotti • 5 maggio 2026

La costellazione italiana per l’osservazione della Terra IRIDE si arricchisce di nuovi elementi: sono stati messi in orbita altri sette satelliti della componente HEO (Hawk for Earth Observation), rafforzando una delle infrastrutture spaziali più avanzate sviluppate in Europa.

Il lancio è avvenuto il 3 maggio 2026 dalla base di Vandenberg Space Force Base, in California, nell’ambito della missione CAS500-2, a bordo di un razzo Falcon 9. I satelliti sono stati inseriti in orbita eliosincrona, una particolare orbita terrestre bassa che consente condizioni di illuminazione costanti, ideale per le attività di osservazione della Terra.



I sette nuovi satelliti si aggiungono a quelli già lanciati nel 2025: un primo satellite dimostrativo, HEO Pathfinder (gennaio 2025), e altri sette satelliti inviati in orbita nel giugno dello stesso anno. Con questa missione sono diventati 15 i satelliti HEO realizzati da Argotec che hanno raggiunto l’orbita, dimostrando la capacità dell’azienda di attivare una produzione in serie per questa classe di microsatelliti. Tra i satelliti lanciati figura anche HEO-7, inizialmente previsto per il 2025 ma poi rinviato.

Argotec è attualmente responsabile della costruzione di 25 satelliti HEO complessivi, con una possibile estensione del contratto per ulteriori 15 unità, che porterebbe il totale a 40 satelliti nell’ambito del programma IRIDE.


Nel frattempo continua a crescere anche il resto della rete IRIDE. A marzo è stato lanciato un ulteriore gruppo di satelliti EAGLE-2, costruiti da OHB Italia, che portano a 16 il numero di satelliti di questa componente già operativi. Anche questi sono dedicati all’osservazione della Terra in banda ottica e hanno una massa di circa 25 chilogrammi. Una volta completata, la costellazione EAGLE-2 sarà composta da 25 satelliti.



Il sistema IRIDE include inoltre altre piattaforme: i 12 satelliti NIBUS, dedicati all’osservazione tramite tecnologia SAR e realizzati da Thales Alenia Space; i 5 satelliti PLATINO, sviluppati da Sitael con strumentazione fornita da Leonardo; e il satellite IRIDE-SAR-NOX costruito da D-Orbit.


Complessivamente, i satelliti della costellazione IRIDE attualmente in orbita sono 31. Il programma, finanziato dal Governo italiano attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e gestito dall’Agenzia Spaziale Europea con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, rappresenta uno dei progetti spaziali più ambiziosi a livello europeo. Tutti i satelliti finora lanciati sono stati messi in orbita a bordo di vettori Falcon 9.



I satelliti HEO sono progettati e realizzati presso lo SpacePark di Torino. Si tratta di microsatelliti del peso di circa 70 chilogrammi, dotati di strumenti ottici per l’osservazione della Terra. Questi satelliti sono pensati per fornire immagini ad alta risoluzione e dati utili per numerose applicazioni, tra cui il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze, il controllo del territorio e il supporto alle attività di protezione civile. La loro integrazione nella costellazione consente una maggiore frequenza di osservazione e una copertura più capillare.


Il sistema di osservazione della Terra IRIDE è un'iniziativa del Governo italiano volta a fornire dati satellitari completi a supporto del monitoraggio di una serie di fenomeni. Questi includono il movimento del suolo, la copertura del territorio, le risorse idrogeologiche, gli incendi, la tutela delle coste, la qualità dell'aria, il tempo meteorologico e le infrastrutture critiche.


Oltre al sistema satellitare, IRIDE fornisce anche infrastrutture a terra che elaborano i dati geospaziali. Le immagini e le informazioni satellitari vengono utilizzate in applicazioni e servizi a supporto delle autorità pubbliche nella gestione di un'ampia gamma di temi ambientali, di emergenza e di sicurezza per l'Italia. Il programma fornirà inoltre dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e settori industriali.


Il nuovo lancio rappresenta un ulteriore passo avanti per l’Italia nel settore spaziale. In poco più di un anno, il programma IRIDE ha già raggiunto una dimensione significativa, dimostrando la capacità dell’industria nazionale di sviluppare e mettere in orbita sistemi complessi in tempi rapidi. Con il progressivo completamento della costellazione, IRIDE è destinata a diventare uno strumento strategico per il monitoraggio del pianeta e la gestione delle emergenze, rafforzando il ruolo dell’Italia nello scenario spaziale internazionale.


Condividi

Autore: Simone Semeraro 16 settembre 2026
Il 5 settembre 2026 segna rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo per l’Europa, perché Isar Aerospace ha effettuato il primo lancio della storia dall’Europa continentale. Partito dallo Spazioporto di Andøya in Norvegia (di cui abbiamo parlato in un articolo dedicato) alle 22:18 ora locale, il lanciatore Spectrum è riuscito nell’impresa al suo secondo lancio, portando in orbita sei satelliti di natura commerciale ed educativa.
Autore: Benedetta Facini 10 settembre 2026
La NASA e SpaceX si preparano ad inviare la missione Crew-13 verso la Stazione Spaziale Internazionale; il lancio, inizialmente previsto per il 12 settembre, è a data da destinarsi a causa di un guasto alla navetta Crew Dragon di SpaceX che ospiterà gli astronauti a bordo. Crew-13 è la tredicesima missione di rotazione dell’equipaggio di SpaceX per la NASA nell’ambito del Commercial Crew Program della NASA.
Autore: Liliana Balotti 7 settembre 2026
Il 30 agosto 2026 è stato lanciato il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo grande osservatorio spaziale della NASA. Il telescopio è partito alle 7:26 del mattino, ora locale della Florida, a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center. Dopo il lancio, Roman ha iniziato il viaggio verso la sua destinazione operativa, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Autore: Gabriele Dessena 2 settembre 2026
Il 26 agosto scorso le agenzie di stampa hanno riportato la notizia di un piccolo elicottero precipitato in valle Antrona, in Piemonte, dopo aver urtato i cavi di una funivia ( ANSA ). Leggendo qualche riga più sotto, però, si scopre che il mezzo non era un elicottero, bensì un “ autogiro ” (in inglese autogyro o gyroplane ): un velivolo con un rotore che gira liberamente sopra la cabina senza essere collegato al motore. La confusione è comprensibile, ma la differenza è sostanziale e ha una storia lunga più di un secolo. Nel 2026 ricorrono infatti cento anni dalla fondazione, in Inghilterra, della Cierva Autogiro Company , l'azienda con cui un ingegnere spagnolo di Murcia, Juan de la Cierva , portò in produzione la prima macchina ad ala rotante realmente funzionante della storia. Ma che cos'è esattamente un autogiro, come fa a volare con un rotore privo di motore e perché lo consideriamo l'antenato diretto dell'elicottero?
Autore: Giovanni Garofalo 28 agosto 2026
Per secoli gli asteroidi sono stati poco più che punti luminosi nel cielo, oggetti misteriosi e lontani. Eppure, già nell’Ottocento, la fantasia umana aveva iniziato a immaginare viaggi verso questi piccoli mondi. Nel 1839 comparvero a Londra, anonimamente, due racconti dedicati a Ceres , allora appena scoperto: testimonianze precoci di un interesse che, oltre un secolo dopo, sarebbe diventato una vera attività scientifica.
Autore: Benedetta Facini 25 agosto 2026
L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha annunciato che il 15 settembre 2026 è previsto il lancio di Sentinel-3C , un nuovo satellite europeo destinato a osservare e studiare la Terra dallo spazio. Sentinel-3C partirà dallo Spazioporto europeo di Kourou , che si trova nella Guyana francese , in Sud America. Il satellite sarà trasportato nello spazio da un Vega-C , un lanciatore europeo progettato per mettere in orbita diversi tipi di satelliti.
Autore: Elisa Goffo 12 agosto 2026
Quando il telescopio spaziale James Webb ha iniziato le sue osservazioni nel 2022, gli astronomi si aspettavano di individuare galassie giovani e poco luminose a distanze molto grandi, in modo da poter guardare indietro nel tempo, ovvero fino a circa 13 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva solo poche centinaia di milioni di anni. Tra le sorgenti lontane, tuttavia, emerse una popolazione inaspettata di oggetti estremamente compatti : piccoli punti rossastri molto più luminosi del previsto, che nel 2023 furono denominati “ Little Red Dots ”. Le loro dimensioni, di appena poche centinaia di anni luce, sono minuscole se paragonate, ad esempio, a quelle della Via Lattea, che ha un diametro di circa 100.000 anni luce.
Autore: Daniela Giannoccaro 6 agosto 2026
Durante le vacanze estive il tempo dei bambini si dilata. La scuola è terminata, le attività abituali diminuiscono e, tra il caldo e gli impegni degli adulti, tablet, smartphone e videogiochi possono diventare la soluzione più immediata per riempire le giornate. La tecnologia , però, non è necessariamente una nemica: può diventare una risorsa educativa attraverso giochi di logica, applicazioni creative, coding, audiolibri e visite virtuali. La scelta deve essere accurata, adeguata all’età e orientata a stimolare curiosità, linguaggio e capacità di risolvere problemi, evitando contenuti passivi, pubblicità invasive e una navigazione libera in internet. La presenza dell’adulto resta fondamentale. Non basta consegnare un dispositivo: occorre osservare come il bambino o la bambina lo utilizza , verificare che sappia rispettare i confini e intervenire quando necessario. Alcune attività possono essere condivise, così che la tecnologia diventi anche occasione di dialogo e scoperta, e non un modo per lasciare il bambino “parcheggiato” davanti allo schermo per ore. Anche il tempo digitale ha bisogno di limiti chiari. Stabilire prima la durata, utilizzare un timer e concordare semplici regole aiuta a rendere il confine comprensibile e coerente, evitando che lo spegnimento arrivi come una punizione improvvisa. Accanto al digitale deve restare spazio per il corpo , i sensi e l’esperienza reale. Un bosco, il mare, la montagna o un parco possono diventare laboratori STEM a cielo aperto: osservare insetti e conchiglie, riconoscere forme e colori, misurare ombre, raccogliere foglie, costruire con sabbia e pietre, fotografare ciò che incuriosisce e cercarne poi insieme il significato. L’obiettivo non è riempire ogni minuto, ma creare equilibrio: un tempo per la tecnologia , uno per il movimento , uno per le relazioni e anche uno per la noia , dalla quale spesso nascono immaginazione e creatività. L’estate può così diventare un’occasione educativa preziosa: meno consumo passivo, più esplorazione; meno solitudine digitale, più presenza adulta.
Autore: Simone Semeraro 30 luglio 2026
Un approccio simile non era mai stato tentato! Il 5 luglio 2026, la sonda Hayabusa 2 ha sorvolato l’asteroide Torifune a solo un chilometro dalla superficie. L’operazione ha prodotto delle immagini mozzafiato di un asteroide dalla forma particolare: due agglomerati connessi. Alcuni esperti si ritenevano scettici proprio a causa della geometria del corpo celeste, il quale genera un campo gravitazionale molto diverso e più difficile da modellare rispetto ai corpi quasi sferici. Infatti, le complicazioni principali delle missioni riguardanti gli asteroidi riguardano le fasi di avvicinamento ad oggetti dalle forme molto irregolari, richiedendo tecniche di navigazione avanzata . Il gruppo dell’ agenzia spaziale giapponese JAXA , nonostante ciò, è riuscito nell’impresa, passando vicino a Torifune a diversi chilometri al secondo, velocità per la quale il satellite non era stato originariamente progettato.
Autore: Lorenzo Esposito 28 luglio 2026
C’è una scena in Wall ‑ E che molti ricordano: la Terra non è solo colma di rifiuti sulla sua superficie, ma si vede anche avvolta da una “cintura” di rifiuti spaziali, e quando la navicella di EVE lascia il pianeta deve attraversare una nube di detriti orbitanti. È un’immagine potente, quasi distopica, eppure, per quanto esagerata, non è così lontana dalla realtà. Attorno alla Terra orbitano milioni di oggetti. Alcuni sono minuscoli come granelli di polvere, altri grandi come un autobus. Tutti hanno una cosa in comune: si muovono a velocità tali da trasformarli in proiettili invisibili . Ed è proprio questo a rendere lo spazio vicino alla Terra, tra le altre cose, molto più pericoloso di quanto sembri.
Show More