Spazzini dello Spazio
Marilisa Pischedda • 2 febbraio 2021

Nel ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ฑ al via ๐น๐ฎ ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐บ๐ถ๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐๐น๐ถ๐๐ถ๐ฎ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ผ ๐ฆ๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ผ: la sonda sviluppata da #ClearSpace catturerà un detrito spaziale. Ben 23000 sono ad oggi i detriti spaziali nello spazio costantemente tracciati in quanto rappresentano un potenziale rischio di collisioni, non solo per i satelliti ma per attività e missioni spaziali di vario tipo.
๐ Il ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐๐ฟ๐ถ๐๐ผ ๐ฎ๐ฑ ๐ฒ๐๐๐ฒ๐ฟ๐ฒ ๐๐บ๐ฎ๐น๐๐ถ๐๐ผ sarà un modulo adattatore del Vega di circa 112 kg, chiamato #Vespa (๐๐๐๐ ๐๐๐๐ค๐ฃ๐๐๐ง๐ฎ ๐๐๐ฎ๐ก๐ค๐๐ ๐ผ๐๐๐ฅ๐ฉ๐๐ง), lanciato nel 2013, e attualmente sito nell'orbita cosiddetta di smaltimento, insieme a tanti altri oggetti "pesanti" mandati nello spazio dall'uomo e ormai fuori servizio.
๐ท๐ธLa sonda "ragno", dotata di quattro braccia robotiche,
dovrà raggiungere Vespa alla quota di circa 800 km, pareggiarne la velocità, effettuare il rendezvous
e ingabbiarlo. Una volta catturato, inizieranno la discesa controllata che li porterà a disintegrarsi nell'atmosfera๐ฅ
๐๐น๐ฒ๐ฎ๐ฟ๐ฆ๐ฝ๐ฎ๐ฐ๐ฒ-๐ญ è solo la prima missione test di un programma #ESA ben più vasto, che prevede lo sviluppo di un sistema finale in grado di riutilizzare le sonde-spazzino, lasciandole in orbita.
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Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .

“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.

Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.

La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.

La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.

Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.

La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un progetto di difesa planetaria che andrà ad esplorare in dettaglio un sistema di asteroidi binari, composto da un asteroide principale (65803 Didymos) e da un suo piccolo satellite naturale (Deimos). La particolarità di Hera è che non è un solo veicolo spaziale: al suo interno ospita due CubeSat, piccoli satelliti che saranno rilasciati e faranno esperimenti ravvicinati sulla superficie degli asteroidi (previsto per fine 2026). Studierà gli effetti dell'impatto della sonda statunitense DART contro il satellite Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022: misurerà la variazione dell'orbita causata dall'impatto e le dimensioni del cratere e della nuvola di detriti che si sono creati.




