εpsilon: la nuova avventura europea nello spazio

Lucia Pigliaru • 3 febbraio 2026
La missione εpsilon rappresenta un importante traguardo per l’Europa nello spazio. Non è semplicemente un volo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma il simbolo di come ogni contributo, possa avere un grande impatto in un progetto globale come l’esplorazione spaziale. 


Alla guida della missione c’è Sophie Adenot, astronauta francese selezionata dall’ESA nel 2022. Nata il 5 luglio 1982 a Cosne-Cours-sur-Loire, in Francia, Sophie è un ingegnere aerospaziale, pilota e colonnello dell’Armée de l’Air et de l’Espace (l’Aviazione e Forze Spaziali francesi).

Sophie ha studiato ingegneria aeronautica all’ISAE-SUPAERO di Tolosa e ha conseguito un Master in human factors engineering al Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli Stati Uniti.

Dopo gli studi ha lavorato come ingegnere per Airbus Helicopters e poi ha servito come pilota d’elicotteri nella Forza Aerea francese. Nel 2018 è diventata la prima donna in Francia a essere pilota di collaudo di elicotteri.

E’ stata tra i nuovi astronauti ESA nel novembre 2022 e ha completato il corso di addestramento di base ad aprile 2024, ottenendo la certificazione ufficiale che la rende idonea per le missioni spaziali. 



Oltre alla carriera aerospaziale, Sophie è certificata insegnante di yoga, subacquea con brevetto di scuba diving e paracadutista, e ama la lettura, i viaggi e la musica classica.

E’ stata insignita del grado di Cavaliere dell’Ordine Nazionale al Merito francese e ha ricevuto medaglie in riconoscimento del suo impegno per la parità di genere e la divulgazione scientifica.

Con la missione εpsilon, Sophie diventerà la seconda astronauta donna francese a raggiungere la ISS, dopo Claudie Haigneré, che volò negli anni ’90.



La missione εpsilon

La missione εpsilon si inserisce nel normale programma di rotazione degli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale, all’interno delle Expedition 74 e 75. Il lancio è previsto non prima dell’11–15 febbraio 2026 dal Kennedy Space Center in Florida, a bordo di una capsula SpaceX Dragon. Insieme a Sophie Adenot, l’equipaggio è composto da astronauti della NASA e da un cosmonauta russo, per una permanenza complessiva sulla ISS stimata in circa nove mesi.


Per affrontare questa missione, l’equipaggio ha seguito un addestramento particolarmente intenso e mirato. A fine gennaio 2026 è stata completata la certificazione sul veicolo SpaceX Dragon, che ha incluso simulazioni operative congiunte con i centri di controllo di Houston e di SpaceX, test di integrazione con le attrezzature di bordo e verifiche di tenuta delle tute spaziali. 



Parallelamente, Sophie Adenot ha svolto un approfondito addestramento per le attività extraveicolari (EVA)  presso il Neutral Buoyancy Laboratory di Houston. Qui, sotto la supervisione di astronauti veterani come Luca Parmitano e Jessica Meir, ha imparato a utilizzare le tute EMU per eseguire riparazioni e installazioni all’esterno della stazione.



Guardando ai prossimi passi, l’equipaggio Crew-12 (Meir, Hathaway, Adenot e Fedyaev) si trasferirà al Kennedy Space Center il 6 febbraio 2026 per le ultime attività pre-lancio. Dal primo febbraio 2026, Sophie Adenot si trova già in quarantena presso il Johnson Space Center di Houston, dopo aver superato con successo tutti gli esami finali di preparazione, pronta ad affrontare una missione lunga e scientificamente molto significativa.



Il nome εpsilon deriva dalla quinta lettera dell’alfabeto greco e porta con sé un messaggio simbolico profondo:

  • In matematica, “ε” indica una quantità piccola ma significativa, proprio come il ruolo preciso e determinante di ciascun astronauta in una missione complessa.
  •  In astronomia, ε è spesso usata per identificare la quinta stella più luminosa di una costellazione.
  • Il logo ufficiale della missione include un colibrì, un piccolo uccello che, nonostante le dimensioni ridotte, compie un ruolo fondamentale nell’ecosistema, proprio come ogni singolo contributo al successo di una missione spaziale. 



Obiettivi scientifici e attività della missione εpsilon

Durante la sua permanenza sull’ISS, Sophie Adenot svolgerà un’importante attività scientifica, con decine di esperimenti europei e francesi riguardanti le seguenti discipline:

-     Ricerca medica e fisiologia umana in ambiente di microgravità, fondamentale per comprendere come il corpo reagisce al lungo soggiorno spaziale.

-     Tecnologie per future esplorazioni, utili per le prossime missioni verso la Luna e Marte.

-     Osservazioni della Terra, approfittando della posizione privilegiata della ISS per monitorare fenomeni ambientali.

-     Esperimenti educativi, che coinvolgono scuole e studenti per stimolare l’interesse verso scienza e tecnologia.


In totale la missione è collegata a oltre 200 esperimenti, con un importante contributo di scienziati europei e francesi.

Durante la missione, Sophie Adenot sarà coinvolta in diversi esperimenti scientifici di primo piano, tra cui:

  • EchoFinder2: un sistema di ecografia ad alta definizione completamente autonomo che utilizza intelligenza artificiale e realtà aumentata. È progettato per funzionare anche senza il supporto diretto dalla Terra, una caratteristica fondamentale per le future missioni verso la Luna e Marte.
  • PhysioTool: uno strumento avanzato per il monitoraggio continuo dei parametri fisiologici in microgravità, come pressione sanguigna, battito cardiaco, temperatura corporea, respirazione, saturazione di ossigeno e qualità del sonno, con l’obiettivo di migliorare la tutela della salute degli astronauti nelle missioni di lunga durata.
  • EchoBones: un esperimento dedicato allo studio della densità ossea e del flusso sanguigno nelle ossa, utile per comprendere gli effetti della microgravità sull’apparato scheletrico prima e dopo il volo.
  • MultISS: un progetto che utilizza tecniche di imaging multispettrale per analizzare e monitorare la contaminazione biologica sulle superfici interne della ISS, fondamentale per la sicurezza dell’equipaggio e la conservazione delle attrezzature.



Importanza della ricerca in microgravità

Gli studi condotti durante εpsilon non servono solo per capire come funziona il corpo umano nello spazio, ma hanno anche ricadute importanti sulla Terra. Tecnologie per il monitoraggio medico autonomo, strumenti per analisi biologiche avanzate e metodi di prevenzione della contaminazione sono utili anche per applicazioni in ambito medico terrestre, zone remote o ambienti estremi. 


Condividi

Autore: Simone Semeraro 16 settembre 2026
Il 5 settembre 2026 segna rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo per l’Europa, perché Isar Aerospace ha effettuato il primo lancio della storia dall’Europa continentale. Partito dallo Spazioporto di Andøya in Norvegia (di cui abbiamo parlato in un articolo dedicato) alle 22:18 ora locale, il lanciatore Spectrum è riuscito nell’impresa al suo secondo lancio, portando in orbita sei satelliti di natura commerciale ed educativa.
Autore: Benedetta Facini 10 settembre 2026
La NASA e SpaceX si preparano ad inviare la missione Crew-13 verso la Stazione Spaziale Internazionale; il lancio, inizialmente previsto per il 12 settembre, è a data da destinarsi a causa di un guasto alla navetta Crew Dragon di SpaceX che ospiterà gli astronauti a bordo. Crew-13 è la tredicesima missione di rotazione dell’equipaggio di SpaceX per la NASA nell’ambito del Commercial Crew Program della NASA.
Autore: Liliana Balotti 7 settembre 2026
Il 30 agosto 2026 è stato lanciato il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo grande osservatorio spaziale della NASA. Il telescopio è partito alle 7:26 del mattino, ora locale della Florida, a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center. Dopo il lancio, Roman ha iniziato il viaggio verso la sua destinazione operativa, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Autore: Gabriele Dessena 2 settembre 2026
Il 26 agosto scorso le agenzie di stampa hanno riportato la notizia di un piccolo elicottero precipitato in valle Antrona, in Piemonte, dopo aver urtato i cavi di una funivia ( ANSA ). Leggendo qualche riga più sotto, però, si scopre che il mezzo non era un elicottero, bensì un “ autogiro ” (in inglese autogyro o gyroplane ): un velivolo con un rotore che gira liberamente sopra la cabina senza essere collegato al motore. La confusione è comprensibile, ma la differenza è sostanziale e ha una storia lunga più di un secolo. Nel 2026 ricorrono infatti cento anni dalla fondazione, in Inghilterra, della Cierva Autogiro Company , l'azienda con cui un ingegnere spagnolo di Murcia, Juan de la Cierva , portò in produzione la prima macchina ad ala rotante realmente funzionante della storia. Ma che cos'è esattamente un autogiro, come fa a volare con un rotore privo di motore e perché lo consideriamo l'antenato diretto dell'elicottero?
Autore: Giovanni Garofalo 28 agosto 2026
Per secoli gli asteroidi sono stati poco più che punti luminosi nel cielo, oggetti misteriosi e lontani. Eppure, già nell’Ottocento, la fantasia umana aveva iniziato a immaginare viaggi verso questi piccoli mondi. Nel 1839 comparvero a Londra, anonimamente, due racconti dedicati a Ceres , allora appena scoperto: testimonianze precoci di un interesse che, oltre un secolo dopo, sarebbe diventato una vera attività scientifica.
Autore: Benedetta Facini 25 agosto 2026
L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha annunciato che il 15 settembre 2026 è previsto il lancio di Sentinel-3C , un nuovo satellite europeo destinato a osservare e studiare la Terra dallo spazio. Sentinel-3C partirà dallo Spazioporto europeo di Kourou , che si trova nella Guyana francese , in Sud America. Il satellite sarà trasportato nello spazio da un Vega-C , un lanciatore europeo progettato per mettere in orbita diversi tipi di satelliti.
Autore: Elisa Goffo 12 agosto 2026
Quando il telescopio spaziale James Webb ha iniziato le sue osservazioni nel 2022, gli astronomi si aspettavano di individuare galassie giovani e poco luminose a distanze molto grandi, in modo da poter guardare indietro nel tempo, ovvero fino a circa 13 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva solo poche centinaia di milioni di anni. Tra le sorgenti lontane, tuttavia, emerse una popolazione inaspettata di oggetti estremamente compatti : piccoli punti rossastri molto più luminosi del previsto, che nel 2023 furono denominati “ Little Red Dots ”. Le loro dimensioni, di appena poche centinaia di anni luce, sono minuscole se paragonate, ad esempio, a quelle della Via Lattea, che ha un diametro di circa 100.000 anni luce.
Autore: Daniela Giannoccaro 6 agosto 2026
Durante le vacanze estive il tempo dei bambini si dilata. La scuola è terminata, le attività abituali diminuiscono e, tra il caldo e gli impegni degli adulti, tablet, smartphone e videogiochi possono diventare la soluzione più immediata per riempire le giornate. La tecnologia , però, non è necessariamente una nemica: può diventare una risorsa educativa attraverso giochi di logica, applicazioni creative, coding, audiolibri e visite virtuali. La scelta deve essere accurata, adeguata all’età e orientata a stimolare curiosità, linguaggio e capacità di risolvere problemi, evitando contenuti passivi, pubblicità invasive e una navigazione libera in internet. La presenza dell’adulto resta fondamentale. Non basta consegnare un dispositivo: occorre osservare come il bambino o la bambina lo utilizza , verificare che sappia rispettare i confini e intervenire quando necessario. Alcune attività possono essere condivise, così che la tecnologia diventi anche occasione di dialogo e scoperta, e non un modo per lasciare il bambino “parcheggiato” davanti allo schermo per ore. Anche il tempo digitale ha bisogno di limiti chiari. Stabilire prima la durata, utilizzare un timer e concordare semplici regole aiuta a rendere il confine comprensibile e coerente, evitando che lo spegnimento arrivi come una punizione improvvisa. Accanto al digitale deve restare spazio per il corpo , i sensi e l’esperienza reale. Un bosco, il mare, la montagna o un parco possono diventare laboratori STEM a cielo aperto: osservare insetti e conchiglie, riconoscere forme e colori, misurare ombre, raccogliere foglie, costruire con sabbia e pietre, fotografare ciò che incuriosisce e cercarne poi insieme il significato. L’obiettivo non è riempire ogni minuto, ma creare equilibrio: un tempo per la tecnologia , uno per il movimento , uno per le relazioni e anche uno per la noia , dalla quale spesso nascono immaginazione e creatività. L’estate può così diventare un’occasione educativa preziosa: meno consumo passivo, più esplorazione; meno solitudine digitale, più presenza adulta.
Autore: Simone Semeraro 30 luglio 2026
Un approccio simile non era mai stato tentato! Il 5 luglio 2026, la sonda Hayabusa 2 ha sorvolato l’asteroide Torifune a solo un chilometro dalla superficie. L’operazione ha prodotto delle immagini mozzafiato di un asteroide dalla forma particolare: due agglomerati connessi. Alcuni esperti si ritenevano scettici proprio a causa della geometria del corpo celeste, il quale genera un campo gravitazionale molto diverso e più difficile da modellare rispetto ai corpi quasi sferici. Infatti, le complicazioni principali delle missioni riguardanti gli asteroidi riguardano le fasi di avvicinamento ad oggetti dalle forme molto irregolari, richiedendo tecniche di navigazione avanzata . Il gruppo dell’ agenzia spaziale giapponese JAXA , nonostante ciò, è riuscito nell’impresa, passando vicino a Torifune a diversi chilometri al secondo, velocità per la quale il satellite non era stato originariamente progettato.
Autore: Lorenzo Esposito 28 luglio 2026
C’è una scena in Wall ‑ E che molti ricordano: la Terra non è solo colma di rifiuti sulla sua superficie, ma si vede anche avvolta da una “cintura” di rifiuti spaziali, e quando la navicella di EVE lascia il pianeta deve attraversare una nube di detriti orbitanti. È un’immagine potente, quasi distopica, eppure, per quanto esagerata, non è così lontana dalla realtà. Attorno alla Terra orbitano milioni di oggetti. Alcuni sono minuscoli come granelli di polvere, altri grandi come un autobus. Tutti hanno una cosa in comune: si muovono a velocità tali da trasformarli in proiettili invisibili . Ed è proprio questo a rendere lo spazio vicino alla Terra, tra le altre cose, molto più pericoloso di quanto sembri.
Show More