Bambini in partenza per la Luna
Marilisa Pischedda • 12 luglio 2020

๐ฝ๐๐ข๐๐๐ฃ๐ ๐จ๐๐ฅ๐๐ฉ๐ ๐ฆ๐ช๐๐ฃ๐ฉ๐ค ๐ฉ๐๐ข๐ฅ๐ค ๐ค๐๐๐ค๐ง๐ง๐ ๐ฅ๐๐ง ๐๐ฃ๐๐๐ง๐ ๐จ๐ช๐ก๐ก๐ ๐๐ช๐ฃ๐? ๐
Beh dipende da come vorreste andarci... con una comoda ๐ป๐ฎ๐๐ถ๐ฐ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ฎ๐น๐ฒ potreste arrivarci in soli 3 giorni, ma se preferite volare con la fantasia allora sappiate che: pedalando in ๐ฏ๐ถ๐ฐ๐ถ๐ฐ๐น๐ฒ๐๐๐ฎ come faceva il caro E.T. occorrerebbero 267 giorni, ossia poco meno di 9 mesi! Se invece siete dei grandi camminatori e vi piacciono le esplorazioni ๐ฎ ๐ฝ๐ถ๐ฒ๐ฑ๐ถ dovreste camminare per 8 lunghi anni per poter infine calpestare il suolo lunare.
Ma se siete dei piloti da formula1, con la vostra ๐บ๐ฎ๐ฐ๐ฐ๐ต๐ถ๐ป๐ฎ impieghereste solo 5 mesi.
๐๐ค๐ ๐ฆ๐ช๐๐ก๐ ๐ข๐๐ฏ๐ฏ๐ค ๐จ๐๐๐๐ก๐๐๐ง๐๐จ๐ฉ๐ ๐ฅ๐๐ง ๐ง๐๐๐๐๐ช๐ฃ๐๐๐ง๐ ๐ก๐ ๐๐ช๐ฃ๐: ๐ฅ๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐ก๐๐ฉ๐ฉ๐, ๐๐ช๐ฉ๐ค ๐ค ๐ฃ๐๐ซ๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐จ๐ฅ๐๐ฏ๐๐๐ก๐?
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Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .

“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.

Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.

La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.

La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.

Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.

La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un progetto di difesa planetaria che andrà ad esplorare in dettaglio un sistema di asteroidi binari, composto da un asteroide principale (65803 Didymos) e da un suo piccolo satellite naturale (Deimos). La particolarità di Hera è che non è un solo veicolo spaziale: al suo interno ospita due CubeSat, piccoli satelliti che saranno rilasciati e faranno esperimenti ravvicinati sulla superficie degli asteroidi (previsto per fine 2026). Studierà gli effetti dell'impatto della sonda statunitense DART contro il satellite Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022: misurerà la variazione dell'orbita causata dall'impatto e le dimensioni del cratere e della nuvola di detriti che si sono creati.




