Spazio e diplomazia: l’Italia al timone del COPUOS per il biennio 2026-2027

Liliana Balotti • 25 giugno 2026

L’Italia assume un ruolo di primo piano nella governance internazionale dello spazio. Dall’11 giugno 2026 il nostro Paese ha infatti assunto la presidenza del Comitato delle Nazioni Unite per gli Usi Pacifici dello Spazio Extra-atmosferico (COPUOS) per il biennio 2026-2027, uno degli organismi più importanti a livello mondiale per la definizione delle politiche e delle regole che disciplinano le attività spaziali.

Alla guida del Comitato è stato eletto Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in un passaggio che rappresenta un importante riconoscimento del ruolo crescente dell’Italia nel settore spaziale internazionale. Il COPUOS, il cui Segretariato è l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Spaziali  (UNOOSA), ha sede a Vienna ed è stato istituito nel 1959 per promuovere la cooperazione internazionale nell’esplorazione e nell’uso dello spazio a fini pacifici.



La nomina arriva in una fase storica caratterizzata da una profonda trasformazione dell’economia spaziale. Oggi il settore è interessato da una crescita senza precedenti delle attività in orbita, dall’espansione delle costellazioni satellitari per le telecomunicazioni, dal ritorno delle missioni lunari e dal crescente coinvolgimento di operatori privati. Questa evoluzione sta rendendo sempre più necessaria la definizione di regole condivise a livello internazionale per garantire sicurezza, sostenibilità e cooperazione nell’utilizzo dello spazio extra-atmosferico.


In questo scenario il COPUOS svolge una funzione centrale. Istituito dalle Nazioni Unite nel 1959, pochi anni dopo il lancio dello Sputnik 1, il Comitato è nato con l’obiettivo di garantire che lo spazio extra-atmosferico venisse utilizzato esclusivamente per scopi pacifici e a beneficio dell’intera umanità. Nel corso dei decenni il COPUOS ha contribuito alla definizione dei principali trattati internazionali sullo spazio, compreso il Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico del 1967, che ancora oggi costituisce il fondamento giuridico delle attività spaziali. Attualmente il Comitato riunisce oltre cento Paesi e rappresenta il principale forum multilaterale nel quale vengono affrontate questioni che spaziano dalla sostenibilità delle attività orbitali alla sicurezza delle missioni, dalla cooperazione scientifica internazionale all’accesso alle tecnologie spaziali da parte delle nazioni emergenti.



L’elezione italiana assume un significato particolare anche alla luce del peso che il nostro Paese ha acquisito negli ultimi anni. L’Italia è tra i membri fondatori dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e possiede una delle filiere industriali più sviluppate del continente.

Le aziende italiane partecipano alla realizzazione di moduli abitativi per missioni spaziali, satelliti per l’osservazione della Terra, sistemi di telecomunicazione avanzati e tecnologie per l’esplorazione umana e robotica dello spazio. Inoltre, il nostro Paese è tra i principali contributori ai programmi dell’ESA e collabora attivamente con la NASA in progetti strategici come Artemis, il programma che punta a riportare l’uomo sulla Luna e a costruire una presenza permanente sul satellite naturale della Terra.


La presidenza del COPUOS offrirà quindi all’Italia l’opportunità di contribuire direttamente ai principali dossier che caratterizzeranno il futuro dello spazio. Tra questi vi è innanzitutto il problema della congestione delle orbite terrestri. Negli ultimi anni il numero di satelliti lanciati è cresciuto in maniera esponenziale, soprattutto a causa dello sviluppo delle grandi costellazioni commerciali per l’accesso globale a Internet. Questa crescita ha aumentato il rischio di collisioni e ha reso sempre più urgente l’adozione di norme internazionali per la gestione del traffico spaziale e la riduzione dei detriti orbitanti, che rappresentano una minaccia concreta per satelliti operativi, missioni scientifiche e infrastrutture strategiche.


Un’altra questione destinata ad assumere crescente importanza riguarda l’esplorazione della Luna. Numerosi Paesi stanno sviluppando programmi lunari e nei prossimi anni potrebbero sorgere infrastrutture permanenti sulla superficie del satellite. La gestione delle risorse naturali lunari e la regolamentazione delle attività economiche nello spazio rappresentano temi sui quali la comunità internazionale dovrà trovare soluzioni condivise. Il COPUOS sarà uno dei principali luoghi di confronto su queste problematiche, chiamato a favorire il dialogo tra interessi nazionali, sviluppo economico e principi di cooperazione internazionale.


La guida italiana coincide inoltre con una crescente attenzione verso il contributo dello spazio agli obiettivi di sviluppo sostenibile. I satelliti svolgono oggi un ruolo essenziale nel monitoraggio dei cambiamenti climatici, nella gestione delle risorse naturali, nella prevenzione dei disastri ambientali e nel supporto alle infrastrutture di comunicazione e navigazione. Le tecnologie spaziali sono sempre più considerate strumenti fondamentali per affrontare alcune delle principali sfide globali del XXI secolo, dalla sicurezza alimentare alla tutela dell’ambiente.



Dal punto di vista diplomatico, la presidenza del Comitato consentirà all’Italia di rafforzare ulteriormente la propria presenza nei processi decisionali internazionali. In un contesto segnato dall’aumento delle attività spaziali e dalla necessità di definire regole condivise per il loro sviluppo, la capacità di promuovere il dialogo e costruire consenso rappresenta un elemento strategico. Il ruolo affidato a Teodoro Valente testimonia la credibilità acquisita dal sistema spaziale italiano e la fiducia riposta dalla comunità internazionale nella capacità del nostro Paese di guidare un organismo chiamato a definire le regole del futuro dell’esplorazione e dell’utilizzo pacifico dello spazio.


L’inizio del mandato 2026-2027 rappresenta quindi molto più di un successo diplomatico. È il riconoscimento della maturità raggiunta dall’Italia nel settore spaziale e un’opportunità concreta per contribuire alla costruzione di una governance globale capace di garantire sicurezza, sostenibilità e cooperazione in un ambiente destinato a diventare sempre più centrale per lo sviluppo economico, scientifico e tecnologico dell’umanità.


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