New Glenn - Gradatim Flammeus
Il 10 giugno 2026, l’amministratore delegato di Blue Origin Dave Limp chiude un post sul social media X con “Gradatim Ferociter”, traduzione latina del motto della compagnia “step by step, ferociously” (un passo alla volta, ferocemente in italiano). Il comunicato descrive dettagli riguardanti lo stato del complesso di lancio a seguito dell’esplosione del razzo New Glenn del precedente 28 maggio.
Lo “static fire” è un test che prevede una simulazione del lancio, imitando la procedura di decollo del vettore fino all’ignizione dei motori, che dura solo pochi secondi. Questo è il test a cui era stato sottoposto il New Glenn, il quale sarebbe stato sottoposto ad una missione vera e propria pochi giorni dopo, il 4 giugno. Al momento, non è ancora chiara la causa dell’esplosione, visibile fino a 150 chilometri di distanza, ma non sono state riportate vittime ed il complesso di lancio LC-36 della stazione di lancio della Space Force a Cape Canaveral non ha subito danni significativi. In particolare, i serbatoi dei propellenti ed i sistemi ad essi riguardanti sono stati risparmiati dall’esplosione, insieme al prospettivo carico di missione.
Benché i danni alla stazione non comportino un danno significativo, la perdita del razzo New Glenn potrebbe costituire un'importante battuta d’arresto per il programma lunare Artemis di NASA. Sia Blue Origin che SpaceX avrebbero dovuto testare i loro lander lunari, ma ciascuno di essi è progettato per essere lanciato con i rispettivi vettori, mettendo perciò a rischio l’utilizzo di Blue Moon come scelta per l’allunaggio previsto per Artemis IV. La compagnia fondata da Jeff Bezos ha dichiarato di concentrare i propri sforzi sulla ricostruzione di New Glenn, scartando la possibilità di riconfigurare il lander per il lancio a bordo del competitor, mossa che prevederebbe comunque lunghi processi di design e modifica.
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