La scommessa di Hayabusa 2
Un approccio simile non era mai stato tentato! Il 5 luglio 2026, la sonda Hayabusa 2 ha sorvolato l’asteroide Torifune a solo un chilometro dalla superficie. L’operazione ha prodotto delle immagini mozzafiato di un asteroide dalla forma particolare: due agglomerati connessi.
Alcuni esperti si ritenevano scettici proprio a causa della geometria del corpo celeste, il quale genera un campo gravitazionale molto diverso e più difficile da modellare rispetto ai corpi quasi sferici. Infatti, le complicazioni principali delle missioni riguardanti gli asteroidi riguardano le fasi di avvicinamento ad oggetti dalle forme molto irregolari, richiedendo tecniche di navigazione avanzata.
Il gruppo dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, nonostante ciò, è riuscito nell’impresa, passando vicino a Torifune a diversi chilometri al secondo, velocità per la quale il satellite non era stato originariamente progettato.
La sua missione principale riguardava il rientro di un campione dell’asteroide Ryugu, avvenuto con successo nel dicembre 2020. Anche questa missione rappresenta un traguardo ingegneristico senza precedenti, data la complessità delle manovre in questione. Per estrarre un campione da sotto la superficie, un proiettile di rame con una piccola carica esplosiva era stato lanciato dopo l’arrivo nelle vicinanze di Ryugu il 27 giugno 2018, accompagnato da uno strumento ottico che sarebbe stato poi utilizzato per determinare con precisione il luogo dell’impatto.
In seguito, Hayabusa 2 utilizzò un’appendice esterna per prelevare il campione, posizionata perpendicolarmente alla superficie e raggiungendo quasi perfettamente la velocità della superficie. Questo ultimo dettaglio è fondamentale per evitare danni all’appendice tubolare causati dalla differenza di velocità tra l’estremità in contatto con la superficie dell’asteroide e quella opposta attaccata al satellite.
E non è tutto, perché Hayabusa 2 non è ancora pronta ad andare in pensione. JAXA ha gli occhi puntati su un altro asteroide, il 1998 KY26, molto più lontano dalla Terra dei due già visitati e per il cui arrivo è previsto per il luglio 2031. Benché caratterizzato da una velocità di rotazione elevata, è pianificato un atterraggio sulla superficie di quest’ultimo, che, come ci ha dimostrato quest’ultimo traguardo, non spaventa affatto gli ingegneri nipponici.
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