Nancy Grace Roman è decollato: un nuovo telescopio nel nome di una pioniera

Liliana Balotti • 7 settembre 2026

Il 30 agosto 2026 è stato lanciato il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo grande osservatorio spaziale della NASA. Il telescopio è partito alle 7:26 del mattino, ora locale della Florida, a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center. Dopo il lancio, Roman ha iniziato il viaggio verso la sua destinazione operativa, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.



La missione nasce con un obiettivo ambizioso: studiare alcuni dei fenomeni più importanti e ancora poco conosciuti dell’Universo. Roman osserverà grandi porzioni di cielo nell’infrarosso e permetterà di raccogliere una quantità enorme di dati su galassie, stelle, materia oscura, energia oscura ed esopianeti.


Il nome del telescopio è un omaggio a Nancy Grace Roman, astronoma statunitense che ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’astronomia spaziale della NASA. Roman fu la prima Chief Astronomer dell’agenzia e contribuì a sostenere l’idea di costruire grandi osservatori spaziali capaci di studiare l’Universo al di sopra dell’atmosfera terrestre. Il suo lavoro fu particolarmente importante anche per lo sviluppo del programma che avrebbe portato al telescopio spaziale Hubble. Per questo Nancy Grace Roman è spesso ricordata come una delle figure che hanno contribuito a gettare le basi dell’astronomia spaziale moderna.



Prima di essere chiamato Nancy Grace Roman Space Telescope, il progetto era conosciuto con il nome WFIRST, acronimo di Wide Field Infrared Survey Telescope. La NASA decise successivamente di intitolarlo a Roman per riconoscere il suo contributo alla nascita dei grandi telescopi spaziali.


Roman è stato costruito attraverso la collaborazione tra numerosi centri di ricerca, aziende e istituzioni scientifiche. La gestione della missione è affidata al NASA Goddard Space Flight Center, nel Maryland, dove il telescopio è stato assemblato e sottoposto ai test finali. Al progetto hanno partecipato anche il Jet Propulsion Laboratory della NASA, Caltech/IPAC e lo Space Telescope Science Institute.



La realizzazione dei diversi componenti è stata affidata a più aziende specializzate. L3Harris Technologies ha realizzato l’Optical Telescope Assembly, che comprende lo specchio primario e gli altri elementi ottici principali. BAE Systems, che ha acquisito Ball Aerospace nel 2024, ha contribuito alla realizzazione dell’apparato optomeccanico del Wide Field Instrument, la grande fotocamera scientifica di Roman. Teledyne Scientific & Imaging ha invece fornito componenti fondamentali per i rivelatori. Anche il Jet Propulsion Laboratory ha sviluppato il Coronagraph Instrument, uno strumento destinato soprattutto a dimostrare nuove tecnologie per l’osservazione diretta dei pianeti attorno ad altre stelle.


La costruzione dell’osservatorio è stata completata nel novembre 2025, quando le sue due grandi sezioni sono state unite al Goddard Space Flight Center. Dopo una lunga serie di test, il telescopio è stato trasferito al Kennedy Space Center nel giugno 2026, in preparazione del lancio.


Una delle caratteristiche più importanti di Roman è l’ampiezza del suo campo visivo. Il telescopio potrà osservare aree di cielo molto più estese rispetto a Hubble, mantenendo un’elevata qualità delle immagini. Questa capacità permetterà di realizzare grandi indagini astronomiche e di studiare milioni di stelle e galassie.


Uno degli obiettivi principali sarà comprendere meglio la natura dell’energia oscura, il fenomeno associato all’espansione accelerata dell’Universo. Gli astronomi utilizzeranno le osservazioni di Roman per studiare la distribuzione delle galassie e gli effetti della gravità sulla luce proveniente dagli oggetti più lontani. I dati raccolti potranno contribuire a verificare le attuali teorie sull’evoluzione del cosmo.


Il telescopio sarà inoltre impegnato nella ricerca degli esopianeti, cioè i pianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal Sole. Roman utilizzerà anche il fenomeno del microlensing gravitazionale: quando un oggetto passa davanti a una stella più lontana, la sua gravità può modificare temporaneamente la luce della stella. Analizzando queste variazioni sarà possibile individuare pianeti che risultano difficili da osservare con altri metodi.


Roman non sostituirà Hubble né il James Webb Space Telescope, ma completerà le loro osservazioni. Webb è particolarmente efficace nello studio dettagliato dell’Universo infrarosso, mentre Roman è stato progettato per osservare grandi aree del cielo e realizzare indagini su scala molto più ampia.



La quantità di dati prodotta dalla missione sarà enorme. La NASA stima che Roman possa trasmettere circa 1,4 terabyte di dati al giorno, una quantità superiore a quella di qualsiasi altra missione di astrofisica della NASA fino a oggi. Le osservazioni saranno utilizzate per studiare non soltanto gli obiettivi principali della missione, ma anche numerosi altri fenomeni astronomici.


Dopo il lancio, Roman affronterà una fase di circa tre mesi dedicata al raggiungimento dell’orbita operativa, alla calibrazione degli strumenti e ai test dei sistemi. Le prime immagini scientifiche sono attese nel 2027.


Con il Nancy Grace Roman Space Telescope si apre quindi una nuova fase dell’esplorazione astronomica. La sua capacità di osservare grandi porzioni dell’Universo con elevata precisione permetterà di studiare fenomeni che vanno dalla struttura delle galassie alla natura dell’energia oscura, fino alla presenza di nuovi mondi nella Via Lattea. Il risultato sarà una delle più grandi mappe infrarosse del cosmo mai realizzate e una nuova mole di dati destinata a essere studiata dagli astronomi per molti anni.


Condividi

Autore: Gabriele Dessena 2 settembre 2026
Il 26 agosto scorso le agenzie di stampa hanno riportato la notizia di un piccolo elicottero precipitato in valle Antrona, in Piemonte, dopo aver urtato i cavi di una funivia ( ANSA ). Leggendo qualche riga più sotto, però, si scopre che il mezzo non era un elicottero, bensì un “ autogiro ” (in inglese autogyro o gyroplane ): un velivolo con un rotore che gira liberamente sopra la cabina senza essere collegato al motore. La confusione è comprensibile, ma la differenza è sostanziale e ha una storia lunga più di un secolo. Nel 2026 ricorrono infatti cento anni dalla fondazione, in Inghilterra, della Cierva Autogiro Company , l'azienda con cui un ingegnere spagnolo di Murcia, Juan de la Cierva , portò in produzione la prima macchina ad ala rotante realmente funzionante della storia. Ma che cos'è esattamente un autogiro, come fa a volare con un rotore privo di motore e perché lo consideriamo l'antenato diretto dell'elicottero?
Autore: Giovanni Garofalo 28 agosto 2026
Per secoli gli asteroidi sono stati poco più che punti luminosi nel cielo, oggetti misteriosi e lontani. Eppure, già nell’Ottocento, la fantasia umana aveva iniziato a immaginare viaggi verso questi piccoli mondi. Nel 1839 comparvero a Londra, anonimamente, due racconti dedicati a Ceres , allora appena scoperto: testimonianze precoci di un interesse che, oltre un secolo dopo, sarebbe diventato una vera attività scientifica.
Autore: Benedetta Facini 25 agosto 2026
L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha annunciato che il 15 settembre 2026 è previsto il lancio di Sentinel-3C , un nuovo satellite europeo destinato a osservare e studiare la Terra dallo spazio. Sentinel-3C partirà dallo Spazioporto europeo di Kourou , che si trova nella Guyana francese , in Sud America. Il satellite sarà trasportato nello spazio da un Vega-C , un lanciatore europeo progettato per mettere in orbita diversi tipi di satelliti.
Autore: Elisa Goffo 12 agosto 2026
Quando il telescopio spaziale James Webb ha iniziato le sue osservazioni nel 2022, gli astronomi si aspettavano di individuare galassie giovani e poco luminose a distanze molto grandi, in modo da poter guardare indietro nel tempo, ovvero fino a circa 13 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva solo poche centinaia di milioni di anni. Tra le sorgenti lontane, tuttavia, emerse una popolazione inaspettata di oggetti estremamente compatti : piccoli punti rossastri molto più luminosi del previsto, che nel 2023 furono denominati “ Little Red Dots ”. Le loro dimensioni, di appena poche centinaia di anni luce, sono minuscole se paragonate, ad esempio, a quelle della Via Lattea, che ha un diametro di circa 100.000 anni luce.
Autore: Daniela Giannoccaro 6 agosto 2026
Durante le vacanze estive il tempo dei bambini si dilata. La scuola è terminata, le attività abituali diminuiscono e, tra il caldo e gli impegni degli adulti, tablet, smartphone e videogiochi possono diventare la soluzione più immediata per riempire le giornate. La tecnologia , però, non è necessariamente una nemica: può diventare una risorsa educativa attraverso giochi di logica, applicazioni creative, coding, audiolibri e visite virtuali. La scelta deve essere accurata, adeguata all’età e orientata a stimolare curiosità, linguaggio e capacità di risolvere problemi, evitando contenuti passivi, pubblicità invasive e una navigazione libera in internet. La presenza dell’adulto resta fondamentale. Non basta consegnare un dispositivo: occorre osservare come il bambino o la bambina lo utilizza , verificare che sappia rispettare i confini e intervenire quando necessario. Alcune attività possono essere condivise, così che la tecnologia diventi anche occasione di dialogo e scoperta, e non un modo per lasciare il bambino “parcheggiato” davanti allo schermo per ore. Anche il tempo digitale ha bisogno di limiti chiari. Stabilire prima la durata, utilizzare un timer e concordare semplici regole aiuta a rendere il confine comprensibile e coerente, evitando che lo spegnimento arrivi come una punizione improvvisa. Accanto al digitale deve restare spazio per il corpo , i sensi e l’esperienza reale. Un bosco, il mare, la montagna o un parco possono diventare laboratori STEM a cielo aperto: osservare insetti e conchiglie, riconoscere forme e colori, misurare ombre, raccogliere foglie, costruire con sabbia e pietre, fotografare ciò che incuriosisce e cercarne poi insieme il significato. L’obiettivo non è riempire ogni minuto, ma creare equilibrio: un tempo per la tecnologia , uno per il movimento , uno per le relazioni e anche uno per la noia , dalla quale spesso nascono immaginazione e creatività. L’estate può così diventare un’occasione educativa preziosa: meno consumo passivo, più esplorazione; meno solitudine digitale, più presenza adulta.
Autore: Simone Semeraro 30 luglio 2026
Un approccio simile non era mai stato tentato! Il 5 luglio 2026, la sonda Hayabusa 2 ha sorvolato l’asteroide Torifune a solo un chilometro dalla superficie. L’operazione ha prodotto delle immagini mozzafiato di un asteroide dalla forma particolare: due agglomerati connessi. Alcuni esperti si ritenevano scettici proprio a causa della geometria del corpo celeste, il quale genera un campo gravitazionale molto diverso e più difficile da modellare rispetto ai corpi quasi sferici. Infatti, le complicazioni principali delle missioni riguardanti gli asteroidi riguardano le fasi di avvicinamento ad oggetti dalle forme molto irregolari, richiedendo tecniche di navigazione avanzata . Il gruppo dell’ agenzia spaziale giapponese JAXA , nonostante ciò, è riuscito nell’impresa, passando vicino a Torifune a diversi chilometri al secondo, velocità per la quale il satellite non era stato originariamente progettato.
Autore: Lorenzo Esposito 28 luglio 2026
C’è una scena in Wall ‑ E che molti ricordano: la Terra non è solo colma di rifiuti sulla sua superficie, ma si vede anche avvolta da una “cintura” di rifiuti spaziali, e quando la navicella di EVE lascia il pianeta deve attraversare una nube di detriti orbitanti. È un’immagine potente, quasi distopica, eppure, per quanto esagerata, non è così lontana dalla realtà. Attorno alla Terra orbitano milioni di oggetti. Alcuni sono minuscoli come granelli di polvere, altri grandi come un autobus. Tutti hanno una cosa in comune: si muovono a velocità tali da trasformarli in proiettili invisibili . Ed è proprio questo a rendere lo spazio vicino alla Terra, tra le altre cose, molto più pericoloso di quanto sembri.
Autore: Benedetta Facini 21 luglio 2026
Il 21 luglio SpaceX lancerà la missione MRV-1 di Northrop Grumman a bordo di un razzo Falcon 9 dal Space Launch Complex 40 (SLC-40) della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. Northrop Grumman, attraverso la sua divisione SpaceLogistics , ha sviluppato il “Mission Robotic Vehicle (MRV)” , un veicolo robotico progettato per prolungare la vita operativa dei satelliti geostazionari senza la necessità di sostituirli. Per la prima volta, un veicolo robotico sarà in grado di raggiungere satelliti già operativi, installare su di essi moduli per estendere la missione e ripartire verso un nuovo obiettivo, inaugurando un modello completamente nuovo di manutenzione in orbita.
Autore: Gabriele Dessena 14 luglio 2026
Vi è mai capitato di seguire un volo su un sito di tracciamento e di notare che gli aerei, invece di andare dritti verso la destinazione, sembrano seguire percorsi spezzati, quasi disegnati con un righello? Non è un caso. In Italia, per decenni, gli aeromobili hanno viaggiato lungo vere e proprie autostrade del cielo, corridoi invisibili chiamati aerovie ( airways ). Oggi, però, questo modello sta cambiando: dal 21 marzo 2024 ENAV , il gestore del traffico aereo italiano , ha esteso a tutto lo spazio aereo sopra i 6.500 metri il Free Route Airspace Italy (FRA-IT), che permette di attraversare i cieli italiani con rotte dirette, senza più seguire la rete di aerovie.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 7 luglio 2026
La NASA ha annunciato che il 30 agosto lancerà il telescopio spaziale Nancy Grace Roman dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center , in Florida. Il lancio verrà effettuato da un razzo Falcon Heavy di SpaceX.
Show More