๐๐ฎ๐บ๐ฏ๐ถ๐ป๐ถ ๐๐ฎ๐ป๐๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐๐ผ๐ถ ๐ฐ๐ถ ๐ต๐ฎ๐ป๐ป๐ผ ๐ฐ๐ต๐ถ๐ฒ๐๐๐ผ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฒ ๐ณ๐ฎ๐ป๐ป๐ผ ๐ด๐น๐ถ ๐ฎ๐๐๐ฟ๐ผ๐ป๐ฎ๐๐๐ถ ๐ฎ ๐ณ๐ฎ๐ฟ๐ฒ ๐ฝ๐ถ๐ฝ๐ถ' ๐ฒ ๐ฝ๐๐ฝ๐' ๐ป๐ฒ๐น๐น๐ผ ๐๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ผ??
Marilisa Pischedda • 31 luglio 2020

In effetti la domanda è alquanto perspicace poiché andare in bagno nello spazio è cosa non tanto semplice!
Gli astronauti in missione sulla ๐๐ฉ๐๐ฏ๐๐ค๐ฃ๐ ๐๐ฅ๐๐ฏ๐๐๐ก๐ ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ง๐ฃ๐๐ฏ๐๐ค๐ฃ๐๐ก๐ vivono a bordo periodi di tempo troppo lunghi per poter fare a meno del bagno... e allora come si fa?
Per quanto riguarda la pipì, gli astronauti usano una specie di ๐๐๐ฏ๐ผ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐น๐ฎ ๐ฎ๐๐ฝ๐ถ๐ฟ๐ฎ e la invia in una macchina che provvede a riciclarla in acqua potabile. Si, avete letto bene... la pipì ๐ฆ, un bene preziosissimo soprattutto quando si è lontani dalla Terra!
Per quanto riguarda la pupù, nel bagno ๐ฝ della Stazione Spaziale Internazionale c’è un piccolo sedile che poggia su un contenitore grigio, dove vanno a finire effettivamente le feci. Ma all’imboccatura del contenitore è fissato un ๐๐ฎ๐ฐ๐ฐ๐ต๐ฒ๐๐๐ผ ๐๐๐ฎ ๐ฒ ๐ด๐ฒ๐๐๐ฎ, che una volta raccolta la pupù viene chiuso e gettato all'interno del contenitore stesso ๐ฉ. La persona che lo utilizza, oltre che a chiudere il sacchetto, deve fissarne uno nuovo per il prossimo astronauta che ne avrà bisogno, e il contenitore grigio viene svuotato ogni dieci giorni circa.
Condividi

Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .

“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.

Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.

La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.

La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.

Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.

La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un progetto di difesa planetaria che andrà ad esplorare in dettaglio un sistema di asteroidi binari, composto da un asteroide principale (65803 Didymos) e da un suo piccolo satellite naturale (Deimos). La particolarità di Hera è che non è un solo veicolo spaziale: al suo interno ospita due CubeSat, piccoli satelliti che saranno rilasciati e faranno esperimenti ravvicinati sulla superficie degli asteroidi (previsto per fine 2026). Studierà gli effetti dell'impatto della sonda statunitense DART contro il satellite Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022: misurerà la variazione dell'orbita causata dall'impatto e le dimensioni del cratere e della nuvola di detriti che si sono creati.




